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un pensiero su… Lavoro Libero… Più percorriamo la strada dell’evoluzione mercatista, più il senso della parola “lavoro” torna al suo significato originale, legandosi quindi sempre più al concetto di sopravvivenza. Le circostanze che portano a ciò, sebbene drammatiche, aprono però a prospettive favorevoli …. continua |
| 16 Giu: Imprese e Rinascimento – Bari 17 Giu |
I miei Post
La voce del Mediterraneo
Autore: Teto | 27 Luglio 2010
Riporto l’articolo pubblicato sul sito dell’associazione per il nuovo rinascimento italiano (The Renaissence Link) ad opera di Nadia Accardi…
Il Taccuino di Stefano Petrucci
L’idea è nata di mercoledì, giorno della settimana dedicato al consueto “caffé con gli amici”: l’incontro con uno dei rarissimi maestri cartai, che utilizzano ancora la carta artigianale realizzata con metodi naturali, ha convinto Stefano Petrucci a dare finalmente vita al suo Taccuino. In realtà il progetto esisteva da tempo nella mente di questo 43enne pugliese: ex manager, ex editore, ex imprenditore, marito di Silvia e padre di Sara, che negli ultimi anni ha deciso di sposare un’esistenza più “lenta, autentica e sostenibile” impegnandosi nella valorizzazione del Sud con il suo manoscritto “Comunicare Mediterraneo”.
I contenuti esistevano già, mancava il mezzo e, come spiega lo stesso Petrucci, “è stata la parola che ha scelto il supporto”. Quindi, carta interamente ottenuta da piante mediterranee, colorata con pigmenti naturali locali (anche con la bauxite di Otranto) e con alcune inconfondibili essenze (ricavate con metodi del Settecento) che rendono lo scorrere delle pagine una stupefacente passeggiata negli odori della macchia mediterranea.
A metà strada fra un blog emotivo e un’opera d’arte, il Taccuino racchiude – alternando parole a stimoli tattili – l’essenza del Sud, con il suo andamento lento scolpito nei gesti e nei volti della gente, la ricchezza generata dal suo essere zona di confine, l’enorme giacimento di culture, tradizioni e un profondo umanesimo da cui attingere per rilanciare un nuovo modo di comunicare.
A pochi giorni dalla sua nascita, il Taccuino è stato voluto alla Red 03 Gallery di Barcellona, per la mostra “Esaltamente” che si è tenuta dal 28 maggio al 10 giugno.
Il prossimo passo sarà quello di far incontrare tutti i possessori del Taccuino (50 copie uniche distribuite via internet), dove ciascuno contribuirà a riempire le pagine volutamente lasciate bianche dall’autore con idee e riflessioni, esposte attraverso differenti chiavi sensoriali (segni, colori, testi, superfici, odori). Un modo per condividere, incrociare, depositare le diverse visioni sul Mediterraneo, composite come l’anima stessa del Sud.
Fonte http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/06/30/il-taccuino-di-stefano-petrucci/?idna=18
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2° battesimo del Distretto della Comunicazione
Autore: Teto | 26 Luglio 2010
E già!… oramai sono 3 anni che lavoro al progetto del Distretto e, devo ammettere, che più delle tante difficoltà di mettere insieme 150 imprese di anime e culture diverse, con i sindacati, associazioni di categoria, enti ed università, la lentezza della Regione ha inciso fortemente su piani e motivazioni del progetto del Distretto.
In ogni caso, ci siamo: pochi giorni fa è giunto anche il secondo e definitivo riconoscimento al Distretto della Comunicazione, che si aggiunge così ai distretti produttivi della Puglia su cui la Regione ed il mondo dell’impresa ora puntano.
Vi allego un recente articolo pubblicato su Gazzetta Economia. Articolo Distretto Gazeco luglio 2010
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Imprese per il Rinascimento.
Autore: Teto | 6 Giugno 2010
Etica e creatività nelle imprese della Puglia per una rinascita del sistema Italia.
In Puglia due importanti tavole rotonde sul tema del nuovo Rinascimento del made in Italy:
A Bari il 16 giugno alle 15.00, nella sede di Confindustria di via Amendola, si terrà la tavola rotonda dal titolo: “Fare impresa in Puglia per un nuovo rinascimento Italiano”.
Tra i relatori: Francesco Morace, Giovanni Lanzone, Ettore Chiurazzi e Stefano Petrucci.
A Lecce il 17 giugno alle 15.30, presso il Risorgimento Resort, si terrà la tavola rotonda dal titolo: “Estetica, etica, arte e design nelle imprese del nuovo Rinascimento italiano.”
Tra i relatori: Francesco Morace, Giovanni Lanzone, Andrea Montinari, Gianluca Ciullo e Stefano Petrucci.
Due ghiotte occasioni per un confronto tra imprenditori, creativi, artisti, sociologi e comunicatori per individuare e cogliere la grande opportunità di rilancio economico e sociale che si nasconde dietro la crisi economica e dei valori. Una rinascita che, scrollandosi di dosso le paure e i complessi di un Paese in bilico e di un Sud soffocato, può fondarsi proprio sulle grandi energie sane e sulle virtù di un popolo che e deve ancora offrire molto per un miglioramento degli stili di vita economici e sociali. Per me sarà un’occasione non solo per presentare insieme a Morace e Lanzone l’associazione “The Renaissance Link”, ma anche per offrire un piccolo contributo con il “Comunicare Mediterraneo”.
Invito tavola rotonda BARI 16 giugno
Invito tavola rotonda LECCE 17 giugno
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Verità e Bellezza
Autore: Teto | 6 Giugno 2010
Una scommessa per il futuro dell’Italia.
L’ultimo libro di Francesco Morace e Giovanni Lanzone, presentato dagli autori in Puglia: il 16 giugno a Bari presso la libreria Laterza e il 17 a Lecce presso la libreria Liberrima.
In questi giorni avrò il piacere e l’onore di ospitare i due autori del libro e di partecipare, insieme ad Alessandro Laterza, alla presentazione di “Verità e Bellezza”.
“Verità e Bellezza” nasce dalla pratica degli autori di condurre ed animare “The Renaissance Link”, associazione che si propone di innovare la qualità e il talento delle imprese e dei territori del nostro Paese.
La presentazione del libro è l’occasione per avviare una discussione sul contributo che ingegno e creatività, tipici dell’”italian way”, possono apportare nell’estetica, nella formazione, nello stile manageriale e nella cultura d’impresa per dar vita ad un nuovo “Rinascimento” italiano.
Vi lascio con uno stralcio del prologo del libro…
“Corre l’anno 2210 e il nostro potente server di memoria organica ci permette di ripercorrere in un attimo il lungo cammino che ha condotto l’umanità verso l’attuale civiltà del Bello e del Vero. Bellezza e Verità: parole antiche che oggi, nel mondo del XXIII secolo, definiscono una nuova religione, cioè un modo condiviso di vivere e stare insieme.
Chi l’avrebbe detto 200 anni fa che l’Italia avrebbe trionfato proprio partendo da qualità rinascimentali che a quel tempo sonnecchiavano nascoste, molto nascoste. A quel tempo dilagavano inganno e volgarità. Ma poi dal territorio cominciò una faticosa ma inesorabile cavalcata verso la riconquista: prima della bellezza, poi della verità. Intorno al 2050 fu riscoperto Tommaso d’Aquino, e la sua affermazione: “non possediamo la verità, ma è la Verità – piuttosto – che ci possiede”. Il crollo del sistema mediatico e la scomparsa del broadcasting per mancanza di audience, rese possibile e concreta questa visione. La successiva e definitiva scomparsa dei totalitarismi – dopo l’ultima, ragionata, resistenza cinese – trascinò nel baratro intorno al 2100 le maggiori multinazionali, che ne rappresentavano l’incarnazione commerciale. La messa fuori legge del marketing nei decenni successivi e la recente abolizione del denaro con la definitiva affermazione di una economia di condivisione, ha riportato in auge l’ingegno e la creatività applicata così tipica dell’italian way.
Senza un nucleo di pressione globale che orienta le scelte dei consumatori, la qualità autentica della produzione italiana è emersa con forza negli ultimi decenni, nel segno di un terzo rinascimento. […] Una vocazione invincibile sulla quale è stato ricostruito con pazienza un paesaggio di credibilità e varietà, raccogliendo il meglio – non del lusso – ma dell’eccellenza. Facendo le cose nel miglior modo possibile. Mentre il lusso perdeva la sua verità, manipolando processi e prodotti all’insegna di una costruzione simbolica che non emozionava più nessuno […].
Oggi invece tutto ciò che di bello e di vero circola nel mondo ha un cuore italiano, marcando il carattere felice dell’italian way of life: dai rubinetti ai rossetti, dal cioccolato alle cucine, dai tessuti alle borse. Prodotti che si immaginava dovessero scomparire, sostituiti da chissà quali tecnologie. E che invece resistono per la loro perfezione di oggetti definitivi, troppo belli per essere messi da parte. La definitiva vittoria dell’estetica sulla funzione, che oggi ne costituisce solo una piccola parte; il trionfo dell’etica sullo status e sul prestigio. Fine dell’alta gamma e inizio di un nuovo percorso da cui è emersa l’alta intensità: un percorso inaspettato e felice che ha trionfato dopo 200 anni, compiendo la sua parabola virtuosa.”
Ti aspetto.
Invito della presentazione del 16 giugno a Bari.
Invito della presentazione del 17 giugno a Lecce
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Me Tu’rat
Autore: Teto | 7 Maggio 2010
Flemm, scienn e ruscie chian sta nott.
‘Na cuvèr de mar al rovesci,
un bluner de foco scuso
rret il brillìo de’ fessuri de lumi e arìa.
‘Na cuvèr de pinseri e suégn,
pari par a me infant
cu la memoria felìs
carè il ventr mi mà.
L’uecch scin lem lem
intr, nfùn fin ‘a panz quietata
e dra s’impannu de cunòrt pien
a spittari anco n’anticu neodìa.
E, infra pingu leggèr la cuvèr blunèr,
cull’ali de suegn croma iallàr e blangiàll,
de li fessuri a me scise soàvi
nu sussurì de ciàt azur.
Me crost sec tost,
‘e petra d’eternu mpannu,
pavve smove intra e fore
a u toccu sciroccu sof sof.
Petra aviva paru moi
e de ddu ciàt,
lim lim,
agua azur scin moi.
Nnà, fiori mei de terrarsa,
terramuerta pè l’uecch bass
canu ssiente agua nelu foco scuso
de le cuvèr de mar.
Nnà, fioru meu,
abbivi d’un ciàt st’agua azur
e dal ver de mill croma pingi puè
a terranoscia.
De amor cerchiai cu graffi,
lu terrèu a luna medìa singài
e sutta ncarràti de petre corpu mei
li scanti de l’uecch bass ascittii.
Luna medìa de petra ferma al Sur so,
ave bres long e manu fuèr
pè carè il ventr mi cuvèr bluner
e pè strigne tu le vèr de mi tèr.
Me tu’rat, core de petra ardent nott e dìa.
7 maggio 1967
Per questo mio compleanno sentivo il desiderio di fare un regalo di parole. Un ringraziamento palpitante, un pensiero d’amore per la mia terra e per questi miei 43 anni passati nella casa del Sud. Un gesto primitivo e pieno, come primitiva e piena è la verità del Sud. Una verità bella e silenziosa come una voce che arriva da dentro e che solo ascoltandoti puoi sentire.
I Tu’rat sono un segno straordinario per ricordare e riprovare come si può essere Sud. Ed è così che mi sento da un po’: un tu’rat di pietra felice.
I Tu’rat sono millenarie architetture rurali in pietra a forma di mezza luna. Le tracce di Tu’rat sono qui, nel Salento. Sono dette anche “mezzelune fertili” perché hanno la capacità di “spremere acqua dalla pietra”. I venti umidi dello scirocco, la rugiada e le brezze dei mari vicini, incontrandosi su quelle pietre, diventano acqua capace di dar vita a piante e ortaggi anche nei mesi più caldi. Magie d’un tempo in cui l’uomo, cercando umilmente l’accordo con la natura, arrivava a risultati che oggi non riusciamo neanche ad immaginare.
Mi piacerebbe avere un tuo commento al tu’rat
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