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un pensiero su… 

Dialogo Mediterraneo…

Da un po’ ho scelto di abbandonare un po’ di pesi. Erano optional per correre più veloci in una corsa che non mi è mai interessata davvero e che ora mi fa schifo. Ora non sono più optional ma solo pesi, pesi per la mia passeggiata nella vita che ho….  continua


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17 Feb: Assemblea Distretto Comunicazione - Bari   

        


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I miei Post

L’impresa conosce la lingua del Sud?

Autore: Teto | 3 Marzo 2010

Ecco qui un articolo a mia firma, pubblicato su Gazzetta Economia di questa settimana… scarica qui l’articolo originale

 

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Confindustria invita il Sud ad aiutare il Sud.

Dall’album realizzato con le immagini e le idee venute fuori dal convegno “Il Sud aiuta il Sud”,  proviamo a tirare fuori la foto panoramica. Quello scatto insomma che racchiude l’essenza di ciò che è stato detto e che di fatto restituisce l’immagine del Sud. E’ una foto ancora macchiata, violentata dai dati del ritardo industriale, dalla lontananza dei servizi pubblici, dalla vicinanza del malaffare. Questa immagine non è nuova. Non è una visione che può aiutare il Sud ad aiutare il Sud. E’ solo una parte della realtà, quella più comunemente rappresentata negli ultimi centocinquant’anni di unità di Italia. Quell’immagine che inchioda ogni meravigliosa e possibile utopia per il Sud. Un immagine che stride con il video di apertura che raccontava di un Sud dalle bellezze naturali inestimabili, ricco di arte, storia, talenti e di grandi uomini.

Il Sud sta maturando davvero un suo progetto di vita, un progetto culturale, sociale e di impresa. Il dibattito si allarga giorno dopo giorno, visitando i luoghi del pensare e quelli del fare quotidiano. La politica e la grande impresa ancora non possono captare bene questi segnali. Chi va troppo veloce e cerca di inseguire qualcun altro, non può sentire lo scoppiettio di questo focolare. Ma presto ci sarà una voce più chiara che potrà aggiungersi ai dibattiti come quello tenutosi venerdì al Petruzzelli di Bari. Probabilmente sarà l’ospite d’onore: sarà il Sud che ci dirà come il Sud può aiutare il Sud. Innanzitutto essendo Sud e non Nord, un Sud che si completerà con il Nord e che completerà il Nord. In un gioco di compenetrazione identitaria che non può essere sovrapposizione o peggio imposizione. Il titolo del centenario di Confindustria “Il Sud aiuta il Sud” è il segno che anche il l’imprenditoria italiana, quella che ha sbalordito il mondo nel ventennio del dopo guerra, crede che il Sud debba rialzarsi con le proprie forze. E siamo d’accordo, soprattutto se con forze proprie intendiamo dire: peculiarità, attitudini, risorse, capacità, pensiero e modelli propri. Se intendiamo invece fare riferimento alle sole forze finanziarie, allora diventa legittimo il pensare che siamo ancora ad uno stadio molto primitivo del dibattito. Uno stadio, tra l’altro, viziato dalla falsa credenza che il Sud abbia sempre sottratto risorse al Nord. Non a caso si è parlato anche di federalismo e Alessandro Laterza – presidente di Confindustria Bari - ha giustamente dichiarato che “Il federalismo va benissimo se lo si intende come strumento. E’ un disastro se lo si considera un fine”. Il federalismo è una ulteriore difficile sfida che si impone al Sud, ed il Sud la saprà accettare con l’auspicio che però all’autonomia fiscale e finanziaria si accosti l’autonomia di pensiero.

E’ questo il punto, è questo il terreno del cambiamento culturale che il Sud saprà rigenerare stimolando, anche all’interno della nostra Confindustria, un dialogo, un confronto sui differenti modelli di impresa che il Sud può ispirare. Le crisi dei modelli economici e finanziari, fondati sulla crescita infinita e sulla globalizzazione, si superano solo con un cambio di paradigma. Una visione che fondi i suoi modelli sulla qualità di vita individuale e collettiva più che sui trend di fatturato. 

Il Sud è sole, non è ombra. Il Sud è caldo e calore. E’ intelligente e ricco di senso e di vita. Ha terre che offrono meraviglie per gli occhi ed i palati. Il Sud ha un suo tempo che non deve accordarsi alla falsa urgenza della sviluppo fine a se stesso. Il Sud ha un patrimonio di cultura e filosofia unico al  mondo che deve tornare ad illuminare le idee della politica, delle scuole, delle università e delle imprese. 

Confindustria, oggi apparentemente ancora un po’ al di fuori da queste ipotesi reali di modelli di sviluppo differenziato, sarà invece un grandissimo propulsore di una crescita intelligente e sostenibile che proprio dal Sud potrà essere ispirata. In questo percorso, il mondo della comunicazione di Confindustria potrà guidare la riscoperta, la condivisione e diffusione della vera lingua dell’impresa del Sud. Non a caso in Puglia è venuto alla luce il primo Distretto della Comunicazione in Italia.

 

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Itinerario Rosa

Autore: Teto | 2 Marzo 2010

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Negli spazi di Palazzo Turrisi, in occasione dell’ormai conosciutissimo Itinerario Rosa, espongono Elena Petrucci e Silvia Ruggeri.
Architetto la prima e pittrice la seconda, non si sono fermate all’arte della loro formazione ma hanno esplorato, negli anni, diversi materiali, tecniche e forme d’arte. Le esperienze in campo grafico, la formazione sull’arte antica e moderna, le consapevoli e ammirate radici del sud (Elena è salentina, Silvia siciliana), l’insegnamento come dialogo stimolante, hanno conferito alle loro ricerche uno spessore ed una visione a tutto tondo.
Insieme, per condividere con le loro opere lo spazio antico ed affascinante delle stanze di palazzo Turrisi a Lecce, come artiste e come donne. Le due partendo da materiali simili, approdano a risultati differenti.
Elena presenta alcuni modelli di borse “Fato Mal” di lavorazione manuale dal design unico, un design che si spinge oltre l’immagine offrendo anche ergonomie sensoriali al tatto e all’uso. Ogni borsa, combinazione matematica di arte e geometria, si presta ad assumere multiple forme, look e funzioni d’uso.
Silvia, con scampoli di quei tessuti, intesse un elogio a Zimbalo, antico architetto salentino, citando un suo disegno che troviamo ricorrente nell’architettura del barocco leccese. Zimbalux ne è il risultato: un lume hi-tech che però è pronto ad illuminare e ricordare ambienti storici.
LECCE, Palazzo Turrisi, Via libertini 15
INAUGURAZIONE Mercoledì 3 Marzo 2010 ore 18.30
Esposizione fino al 9 Marzo

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Dialogòi, il distretto della Comunicazione.

Autore: Teto | 23 Febbraio 2010

Se di tanto in tanto leggi questo mio blog non ti sembrerà una novità. Eppure mercoledì 17 febbraio, con la sua prima Assemblea (quella costituente) il Distretto della Comunicazione, editoria e Cartotecnica pugliese (il primo in Italia) nasce davvero.

Dopo due anni e mezzo di lavoro, di progettazione e di concertazione, non posso non festeggiare su questo mio diario un momento così importante, storico direi. Un percorso difficile, ma reso speciale dalla collaborazione di Ettore Chiurazzi, Piero Conversano, Andrea Gallo, Gimmi Gorgiux, Nicola Cacucci, Alessandro Laterza, Nicola De Bartolomeo.

Mercoledì abbiamo proclamo come nostro presidente l’editore Nicola Cacucci ed il sottoscritto è statoi indicato come il Vicepresidente vicario. Un grande onore ed una grande responsabilità. Il Comitato è composto anche da: Ettore Chiurazzi, Saverio Mazzone, Tommaso Fidanzia, Andrea Gallo, Antonio Porcelluzzi, Riccardo Figliolia, Erasmo Antro, Sergio ventricelli, Paolo De Filippis, Gimmy Gorgiux, Nicola Cacucci, Antonella Morgese, Nico Ragusa ed altri esponenti del sindacato e dell’università.

Dialogòi è il nome scelto per questo importantissimo progetto, e ciò rende anche chiaro come la visione della cultura mediterranea come base per un rilancio del settore della comunicazione (e non solo) sia stato recepito ed accolto a braccia aperte.

Riporto di seguito il comunicato stampa… presto potrò aggiornarti sulle progettualità del Distretto…

cacucci_petrucci_distretto_comunicazione_puglia.jpgÈ Nicola Cacucci il Presidente del neo costituito Distretto produttivo regionale della Comunicazione, dell’Editoria e della Cartotecnica che ha già ottenuto il primo riconoscimento da parte della Regione Puglia e che accorpa aziende del settore di tutte le organizzazioni datoriali e rappresentanti del sistema universitario e delle organizzazioni sindacali. Vicepresidente vicario è Stefano Petrucci.

Il nome del distretto è “Dialogoi”, termine che ben rappresenta il ruolo del distretto della comunicazione nel processo di dialogo costruttivo necessario a fortificare la ricca e complessa filiera del settore e a rilanciare un rapporto virtuoso, economico ed interculturale con il Mediterraneo. “Dialogoi”, primo distretto in Italia nel settore della comunicazione, sarà il punto di riferimento per l’attrazione e la valorizzazione dei talenti, della creatività, della creazione e diffusione dei contenuti editoriali, informativi, culturali e promozionali.

“Il Distretto dell’Editoria – dichiara Cacucci – intende promuovere la cooperazione fra le piccole e grandi imprese del settore ed avviare un nuovo modello di cooperazione al fine di sviluppare la crescita delle tantissime imprese del settore che rendono la Puglia una delle regioni più ricche di offerta quantitativa e qualitativa nel centro-sud Italia.”

Anche Petrucci è soddisfatto di questo primo grande successo aggregativo: “La Puglia esprime un potenziale di vitalità culturale, sociale e imprenditoriale che può essere valorizzato proprio grazie all’immenso patrimonio di conoscenza, sensibilità e tecniche consolidate nella grande filiera delle imprese e delle professionalità del settore della creatività, della comunicazione e dell’editoria. Mettere a fattor comune questo patrimonio attraverso modelli di cooperazione, consentirà di recuperare un altro straordinario patrimonio che è la cultura e saggezza del Mediterraneo, cultura alla quale il distretto si vuole ispirare per guidare i nuovi modelli di sviluppo nei settori più strategici”.

Il Distretto ha così avviato il piano di sviluppo con il quale intende realizzare concretamente le ambiziose progettualità a favore del settore e del territorio pugliese.

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Comici e barzellette nucleari

Autore: Teto | 14 Febbraio 2010

Prova a scegliere con la pancia. D’istinto. Si, ora usa l’istinto! A chi credi? Decidi a chi credere ma prova a scegliere con l’istinto. Va bene, usa anche un po’ di cervello, quella parte che sfugge alla lobotomizzazione però. Bene, ora scegli! E dopo che hai scelto assicurati che chi ti governa faccia ciò che tu hai deciso con il voto.
Ci dicono che Grillo sia un “comico”. Bene, spiegami allora che mestiere fanno i nostri governanti? Ed i politici? Che mestiere fanno gli editori e i giornalisti? Per chi lavorano i banchieri ed i bancari? Che lavoro fa il pubblicitario?
Sai che c’è? Vorrei imparare a fare il “comico”…
Con i tuoi soldi hanno costruito il loro imperi di carta, devastando il nostro pianeta. Ora con i tuoi soldi vogliono impiantare altre centrali nucleari per spartirsi i soldi. Chi paga non sarai solo tu, ma anche i tuoi figli e i tuoi nipoti.
Ti fanno credere che abbiamo più bisogno di energia! Forse non ci basta che il nostro 20% del mondo consumi l’80% delle risorse energetiche della Terra? Chi è il comico allora? Non dovremmo forse imparare a consumare di meno? Che brutta parola, e poi chi dà da mangiare alle corporations?
Fai come credi, ma rifletti almeno sul nucleare: fai sentire la tua voce, soprattutto se sei un comico.
Non ne fare un fatto di partito, di ideologia, di milan o inter. Fa che sia un pensiero di buon senso, che superi le beghe politiche che son solo polveroni che fanno comodo a chi poi marcia avanti con il tuo voto in mano per fare il contrario di ciò che tu gli hai chiesto.
Da troppi decenni le persone di buon senso e i talenti o scappano o vengono cacciati dall’Italia. In caso contrario si isolano e restano fuori dalla danza delle soubrette che governano. Quanto pensi che durerà?

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Contro il nucleare io faccio un passo in avanti

Autore: Teto | 10 Febbraio 2010

Il pensiero che voglio condividere lo affido ad un video di Vendola.

So perfettamente che siamo in campagna elettorale (eterna e opprimente campagna della politica italiana), ma il voler condividere con te questo messaggio non ha a che fare con i partiti, piuttosto con la vita di tutti ed il business di pochi.

Quanto vale il referendum attrverso il quale abbiamo detto no alle centrali nucleari? Quanto vale il pensiero dei cittadini che sono poi gli elettori che determinano le rappresentanze. Per delega di chi il governo decide che in Puglia si possono impiantare le centrali nuclerai?

Scusate ma mi sfugge. Qualcuno mi dice perchè? E’ normale che sia così?

www.youtube.com/watch?v=-jZrMpKkivc

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