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un pensiero su… 

La Via del Sud…Torna il tempo del Sud. Ma attenzione… Il Sud non ha bisogno che qualcuno faccia qualcosa “per” il Sud. Il Sud non è malato, non è perennemente “arretrato”...  continua



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Mandami una mail e proverò a farti entrare.

I miei Post

Flutti nel mare del comunicare mediterraneo

Autore: Teto | 8 Febbraio 2010

Da tempo non scrivo su questo blog. Lo so, non è carino. Ancora tante persone vengono m misteriosamente a visitare questo strano luogo personale, eppure io non le accolgo con adeguate novità. Molti di voi, forse proprio te, non hanno un volto che io conosco eppure qualcosa comincia a legarci. Sono più di due anni che ho messo su questo diario personale ed ora più che mai scrivo di meno. Sai perché? Perché sto scrivendo di più! Si, scrivo tanto. Ogni giorno, ma non pubblico sul sito ciò che scrivo. Sto dedicando il mio tempo ed il mio amore per la scrittura ad un libro, o a quello che presto diventerà un libro. Avrà un nome che già circola perché da un po’ ne ho voluto condividere l’essenza: “Comunicare Mediterraneo”. cm-site.jpgQuesta mia lettera non è per giustificarmi, ma per dirti che da oggi ogni giorno potrai leggere alcuni frammenti di ciò che scrivo, più che su questo sito sul sito dedicato al dialogo mediterraneo: www.comunicaremediterraneo.it. Ogni giorno un piccolissimo pensiero che spero che tu vorrai condividere e commentare. Mi piacerebbe stabilire un vero e proprio dialogo per riflettere insieme sulla possibilità di affidare al pensiero e allo stile di vita del Sud la guida per costruire un modo migliore considerare la vita, il lavoro, la felicità.
cm-fb.jpgAnche su facebook è aperto il “gruppo comunicare mediterraneo” a cui ti invito a partecipare.
Il dialogo ci porta ad esplorazioni imprevedibili.

Ti aspetto
Stefano

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Io nella terra

Autore: Teto | 23 Gennaio 2010

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Quante cose inutili conosco? Sono quasi uno scienziato delle cose inutili. Piccola eredità di un percorso in superficie, senza fissa dimora, né meta, senza direzione di andata e ritorno. Un tracciato imprenditoriale e professionale, che si aggroviglia nell’ignoranza del profitto, della politica e dell’interesse personale. Una strada che ha respinto ogni forma di etica reale rimpiazzandola con quella dell’immagine. Un muro di gomma per la serenità di chi vorrebbe dare semplicemente il suo contributo per il bene comune. Infinite cose inutili alla felicità e alla sopravvivenza.

Ho da poco riabbracciato la terra ed ho voluto cominciare - a curarla per farmi da lei guarire -attraverso un corso di agricoltura naturale, qui vicino, nella masseria miele.

Presto vi dirò di più delle scoperte di questo corso, ma per ora vorrei lasciarvi con il “manifesto del contadino impazzito”. Sono parole di uno scrittore-contadino del Kentuky, Wendell Berry…

 

Il manifesto del Contadino Impazzito

 Se amate il guadagno facile,

l’aumento annuale di stipendio,le ferie pagate.Se desiderate sempre più cose prefabbricate,se avete paura di conoscere i vostri vicini di casa,se avete paura di morireallora nemmeno il vostro futurosarà più un mistero per il potere,la vostra mente sarà perforata in una schedae messa via in un cassettino.Quando vi vorranno far comprare qualcosavi chiameranno,quando vi vorranno far morire per il profittove lo faranno sapere.Ma tu, amica, ogni giorno,fai qualcosa che non possa entrare nei loro calcoli.Ama la Vita. Ama la Terra.Ama qualcuno che non se lo merita.Conta su quello che sei e riduci i tuoi bisogni.Fai qualche piccolo lavoro gratuitamente.Non ti fidare del governo, di nessun governo,e abbraccia gli esseri umani,nel tuo rapporto con ciascuno di lororiponi la tua speranza politica.Approva nella natura quello che non capiscie loda questa ignoranza,perché ciò che l’uomo non ha razionalizzatonon ha distrutto.Fai le domande che non hanno risposta.Investi nel millennio,Pianta sequoie.Sostieni che il tuo raccolto principaleè la foresta che non hai piantatoe che non vivrai per sfruttare.Afferma che le foglie quando si decompongonoDiventano fertilità:Chiama questo “profitto”.Una profezia così si avvera sempre.Poni la tua fiducianei cinque centimetri di humusche si formeranno sotto gli alberiogni mille anni.Metti l’orecchio vicino e ascoltaI bisbigli delle canzoni a venire.Sii pieno di gioia,nonostante tutto,e sorridi,il sorriso è incalcolabile.Finché la donna non si svilisce nella corsa al potere,ascolta la donna più dell’uomo.Domandati:questo potrà dar gioia alla donnache è contenta di aspettare un bambino?Quest’altro disturberà il sonno della donnavicina a partorire?Vai col tuo amore nei campi.Stendetevi tranquilli all’ombra.Posa il capo sul suo gremboe vota fedeltà alle cose più vicine al tuo cuore.Appena vedi che i generali e i politicantiriescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,abbandonalo.Lascialo come un segnale per indicarela falsa traccia,la via che non hai preso.Sii come la volpe che lascia molte più tracce del necessario,alcune nella direzione sbagliata.Pratica l’ozio.

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Dialogo Mediterraneo al via

Autore: Teto | 23 Gennaio 2010

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Da un po’ ho scelto di abbandonare un po’ di pesi.

Erano optional per correre più veloci in una corsa che non mi è mai interessata davvero e che ora mi fa schifo. Ora non sono più optional ma solo pesi, pesi per la mia passeggiata nella vita che ho.

Sono ricco, troppo ricco. In tanti lo siamo senza un briciolo di felicità. Circondati di paura e sospetto. Invidia di che?

Voglio alleggerirmi dei pesi della falsa ricchezza e tuffarmi nel tempo che ho, nell’amore che mi circonda, negli odori che mi salvano ancora.

Apro gli occhi ora, apro il cuore e so. So che esser leggeri, vuoti di quei pesi, ha un prezzo che diventa incomprensione e veleno. Ma i miei piedi tornano nella terra e le mie mani tornano a fare per pensare meglio. Per riprendere la libertà. E quei veleni si dileguano.

Da un po’ ho scelto di vivere piuttosto che accelerare la girandola dei criceti ora vincenti e per sempre perdenti.

Scrivo, scrivo di più infilando le mie perle, scoperte nel mare dei saggi, nel filo del “comunicare mediterraneo”. Non è solo un libro. Non è un’appendice lavorativa della mia giornata. E’ ciò che guida le mi scelte di oggi e ispira i passi di domani. Il libro che cresce di parole e pagine, spiega il mio giorno e la mia notte. E’ un compagno che mi sta cambiando perché io lo assecondo con felicità, con entusiasmo, con passione, rabbia e speranza.

Parole e pensieri resi intelligenti dal tornare a fare. Ho tagliato la testa al mio tempo lavorativo e l’ho restituita al tempo del sogno e del fare. Scrivo e torno alla terra, imparando di agricoltura e plasmando la creta.

Non so se finirò mai di considerare finito il mio libro, spero di no. Intanto però, sottraendoli a caso alle pagine, vorrei affidare alcuni pensieri ai flutti del mare che sulla rete ci unisce. Ogni giorno un flutto sul blog www.comunicaremediterraneo.com . Cullati sulla cresta delle onde celano a mezz’acqua il pensiero che manca per essere completi: il tuo.

Terra e mare in me, fuori il resto che non sia amore e speranza in te.

Il Sud è la mia culla e lì devo tornare per offrirti quel poco di buono che c’è in me.

Ti aspetto per scambiarci i frutti del dialogo mediterraneo.

A presto

Stefano

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L’acqua è vita ed è di tutti

Autore: Teto | 17 Gennaio 2010

Anche se sei un produttore o un rivenditore di acqua credo tu debba dedicare 9 minuti del tuo tempo per ascoltare le parole diffuse attraverso questo video, ne va della tua vita e di quella dei tuoi figli… Stefano

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Il genio non sta nella pelle

Autore: Teto | 13 Gennaio 2010

Dopo i fatti di Rosarno - e non solo - vi propongo questa immagine tratta dal retro di una delle t-shirt antirazziali che circa 3 anni fa realizzai insieme all’agenzia Why.com e alla cooperativa Coopera.il-genio-non-sta-nella-pelle.jpgApprofitto per invitarvi ad iscrivervi al socialnetwork che cerca di far incontrare noi italiani con le popolazioni immigrate.www.socialgate.it

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