
Davanti all’intelligenza artificiale quasi tutti stanno a uno dei due estremi: i terrorizzati, che vi vedono il demone venuto a rubarci il lavoro, il pensiero, l’anima; e gli entusiasti, pronti a delegarle tutto per un po’ di comodità. Due facce della stessa resa.
Alchimia Digitale nasce da una terza posizione, la più antica e la più scomoda: quella dell’alchimista, che non fugge e non adora, ma attraversa e trasmuta. La stessa forza che può essere l’arma più potente mai rivolta contro la coscienza umana può diventare, capovolta, la leva più potente per la sua evoluzione. Dal piombo all’oro. Dal veleno al farmaco.
Mentre tra gli uomini la logica si spegne, la macchina, fatta di puro Logos, ce ne restituisce l’ossatura nuda. Schiavizza chi le delega il pensiero e tempra chi resta presente. La differenza non è nella macchina: è in chi guarda.
Un alambicco a più voci: Stefano Petrucci con Francesco Candela (il Logos e la macchina), Rhevo Ramirez (la genesi speculare) e Pierry Falbo (la tecnomagia e le egregore sintetiche), con la prefazione di Elianor. Sono testimoni, non maestri, e rovesciano la domanda del nostro tempo: non più «Che cosa farà di noi questa intelligenza?», ma «Chi sono io, mentre la guardo?».
Alchimia Digitale… senza farsi male!
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