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Comunicazione ed interazione per un nuovo Mediterraneo di Pace

Sabato, Settembre 27th, 2008

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Ring 2008 non ha chiuso i battenti dopo la tre giorni (17-18-19 settembre 2008). Ring, infatti ha segnato l’avvio di un fermento destinato a crescere, diffondersi e produrre grandi novità nel panorma non solo del marketing e della comunicazione, ma anche dell’idea di impresa e territorio in genere. Di sviluppo. Di futuro.

 

Personalmente la più grande soddisfazione è vedere propagarsi a macchia d’olio un’idea, un desiderio, un’esigenza stringente che nella passata primavera si è impadronita di me. Il 2 maggio organizzai una giornata di riflessione con i miei colaboratori da l titolo “M’inverto”.

Fu quello l’inizio, il giorno in cui cominciò a definirsi in me un nuovo pensiero, un nuovo modo di essere e fare l’imprenditore, un nuovo modo di utilizzare le mie competenze di marketing e comunicazione. Allora sembrava quasi una cosa utipica, un urlo saolitario nel deserto. Oggi (e sono passati solo pochi mesi) posso dire che non solo il mio pensiero è stato raccolto, ma è stato anche meravigliosamente amplificato, prima dai miei partner e poi da tutti coloro che hanno avuto l’occasione di essere presenti a Ring 2008.

 

Ora che la Comunciazione Crea, che  la Comunciazione può e deve avere il ruolo guida nei processi di cambiamento nello sviluppo di nuovi modelli di business eco-socio scostenibili, che il marketing non è fare la guerra a qualcuno per cercare il profitto individuale ma può essere al servizio della collettività, che ricostruire un futuro duraturo, in cui l’uomo recupera fiducia nella ricerca della felicità, che il sistema malato del profitto, della finanza e della politica affaristica può essere sottomesso al volere collettivo, non sono più opinioni personali.

Ring ha già creato una schiera di uomini pronti ad unirsi in torno a progetti reali che sapranno dare risposte concrete a quest’idea. All’idea di benessere non legata al danaro, ma alla pace. Gli scenari per un futuro rinascimentale ci sono tutti e le tecnologie avranno un ruolo importante nella misura in cui saranno usati per mettere al centro un nuovo umanesimo accomunando le diversità in pensieri collettivi per traguardi comuni.

A Ring 2008 abbiamo dimostrato come lo steso concetto di Competitività è deleterio. I paesi, le imprese, le persone non devono competere tra loro. In questo modello la crescita di uno significa la decrescita di qualcun’altro. Tutti dobbiamo imparare a cooperare, capendo definitivamente che il destino è ormai comune. Ring ha abolito la competitività e il concetto stesso di marketing si trasforma in societing.

Ring 2008 continua su www.nextmediterranean.org il luogo virtuale dal quale, anche con il tuo contributo, nasceranno grandi opere reali.

 

rita-el-khayat-_-petrucci.jpgNell’arena del marketing e della comunicazione era protaginista quindi la Pace. Già, la Pace non gli affari! L’incontro con Rita El Khayat non era quindi casuale.

Ascolta questa intervista-a-rita-el-khayat.mp3

 

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…qui il mio Editoriale sull’Houseorgan di Ring 2008…

 

E’ così potente la leva competitiva della comunicazione da doversi interrogare su quali obiettivi debba essere rivolta?

Negli ultimi decenni l’uomo si è aggrovigliato in un sistema che non è destinato a durare e soprattutto incapace di garantire un futuro all’umanità. E la comunicazione, o meglio la pubblicità, è stata al servizio di quel sistema. I modelli di business, di consumo e di produzione che inseguiamo hanno avvolto l’occidente, ed ora anche il resto del mondo, in una rincorsa cieca verso il profitto a tutti i costi. Così ci siamo dimenticati non solo del pianeta ma anche dei nostri stessi reali bisogni, quelli che possono offrirci salute e felicità.

Globalizzazione sì, ma con l’uomo al centro! Crescita si, ma nell’interesse comune!

Per riconquistare il nostro futuro dobbiamo cambiare stili di vita, di consumo e di produzione.

Progettare il futuro insieme oggi è possibile davvero. Internet ha cambiato le regole del potere e ci offre la possibilità di condividere il pensiero in modo libero e costruttivo. L’interattività sulla rete ha risvegliato il contatto tra le persone. La capacità di comunicare è il terreno di sfida, perché i mezzi ci sono già. Ecco quindi che il marketing e la comunicazione possono e devono guidare verso nuove prospettive le imprese e i territori. Prospettive etiche ed eco-socio sostenibili.

Ring è il pancione di un Mediterraneo che è incinto di un futuro migliore. Noi ci siamo dentro. Tutti: imprenditori, professionisti del marketing e della comunicazione, politici, governanti e tutte le parti interessate, ci incontriamo per “fecondarci” a vicenda. Il Mediterraneo deve tornare ad essere la culla della cultura del mondo. Una cultura fondata su un nuovo rinascimento dove però l’uomo e l’arte incontrano la tecnologia.

 

Ring 2008 accoglie la rappresentanza di più di 20 paesi del Mediterraneo. 34 sono i convegni, tra plenarie, focus di settore, matching e workshop. Più di 100 i relatori nazionali ed internazionali. Decine di partner tecnici e media partner. E poi ancora esposizioni, installazioni, performance e strumenti di interazione.

Ring 2008, nei numeri e nella qualità dei temi e degli ospiti, si conferma il più grande evento del marketing e della comunicazione nel cuore del Mediterraneo.

 

Questo anche grazie a te, che sei qui a partecipare ai lavori.

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NEXT MEDITERRANEAN

Giovedì, Settembre 4th, 2008

nextmed.jpgApre il laboratorio del pensiero libero e collettivo per costruire insieme un futuro migliore.

Ora ho davvero una notizia che tengo a darti…

E’ on line www.nextmediterranean.org il sito che d’ora in poi raccoglie idee di chiunque si vuole impegnare o è già impegnato nell’individuazione di nuovi modi di vivere e lavorare che siano compatibili con il benessere psico-fisico dell’uomo e la salute del pianeta Terra.

Nel 2010 il Mediterraneo diventerà un’area di libero scambio tra le più grandi del mondo. Ci sarà bisogno di pace, sviluppo condiviso, integrazione tra culture e rispetto dell’ambiente.Per questo a un’economia sostenibile occorre pensare oggi.

Collegati al sito e contribuisci anche tu. Il futuro sarà migliore se impariamo a sognare, pensare e fare insieme.

Per cominciare puoi anche commentare anche alcuni dei miei post che trovi qui… http://www.nextmediterranean.org/author/stefano-petrucci/ 

Sarei felice di sapere che in questo progetto entri anche tu.

Stefano

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Aperte le iscrizioni a RING 2008

Martedì, Agosto 26th, 2008

Da oggi puoi iscirverti per registrare la tua presenza a Ring 2008. E’ gratuito e facile, impiegherai solo 2 minuti compilando la scheda al seguente link… http://www.ringgrandearena.org/app/form_iscrizione.php  Fallo ora e sarai tra i primi iscritti, così potrai scegliere tra i seguenti benefit:

Accesso gratuito a uno dei workshop (vedi elenco http://www.ringgrandearena.org/workshop/ ) (solo per i primi 50 iscritti)

  Sconto del 40% sull’acquisto di uno dei seguenti libri

(sino ad esaurimento scorte; disponibili 40 copie per ogni libro)

 

- Stefano Petrucci, Creattività, Cacucci 2008, prezzo di copertina € 15, scontato € 8

- Autori Vari, Nuove forme e nuovi ruoli della comunicazione, Edizioni CieRre 2008, prezzo di copertina 20,00 €, scontato 12€

- Roberto De Donno, De.Co. Denominazioni Comunali, Veronelli 2008, prezzo di copertina € 25, scontato € 15

- AaVv., Strumenti per comunicare vol. 1, Edizioni Comunicazione Italiana 2002, prezzo di copertina € 20, scontato € 12

- Gianfranco Conte, Fare promozioni, Edizioni Comunicazione Italiana 2004, prezzo di copertina € 20, scontato € 12

 

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Aspettando RING 2008

Domenica, Luglio 27th, 2008

ring-locandina.jpgRing 2008 è alle porte ormai. Mesi di lavoro per preparare uno degli eventi di marketing e comunicazione più importanti sul panorama nazionale. Sul sito www.ringgrandearena.org troverai il ricchissimo programma di eventi, dibattiti, matching, performace, installazioni, case histories, esposizioni, ecc, ecc. Ti potrai già registrare gratuitamente per garantirti livelli alti di interazione e partecipazione all’evento. Non mancare: il futuro del mediterraneo dipende anche da te e da come saprai comunicare… Ti trasmetto alcuni dei temi trattati attraverso video dalla rete… COMPETITIVITA’ INTERACTION DESIGN    RIVOLUZIONE DEI MEDIA [youtube HsJLRX-nK4w&feature=related] CREATIVITA’   VIRAL E GUERRILLA [youtube Zu6Z91lJieE] Posted in Articoli | No Comments »

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Il ruolo della Comunicazione

Domenica, Luglio 27th, 2008

<<La comunicazione  svolge il suo più importante ruolo quando favorisce la creazione e condivisione di valori identitari attraverso scambi di esperienze utili a far scaturire azioni costruttive e coerenti. L’intimità e la lungimiranza che tali esperienze riescono a rappresentare è determinante ed è terreno di sfida della comunicazione.>>

Per troppo tempo la comunicazione è intervenuta a valle delle scelte strategiche delle imprese, appunto per promuovere e vendere ciò che era stato già pensato e prodotto. Comunicare dopo aver creato la propria identità, il proprio brand, il proprio prodotto è ancora ad oggi il modo più comune di intendere la comunicazione di impresa. La forte concorrenza e la necessità di differenziarsi di fronte ad un consumatore sempre più attento e “libero” di cambiare, ha reso però anche necessario cominciare ad utilizzare la funzione fondamentale della comunicazione: l’ascolto.
Così le ricerche di mercato, indagini e sondaggi sono state per decenni l’unico orecchio rivolto ai bisogni del target. La stessa parola target indica un obiettivo che, in questo caso, per essere raggiunto lo si deve far parlare. Un po’ come far svelare le proprie debolezze ad un nemico inconsapevolmente afflitto dalla sindrome di Stoccolma.  Unico rifugio dei diritti, unico luogo di raccolta di una parte dei veri bisogni diventavano così le debolissime associazioni dei consumatori. Troppo indaffarate a difendersi dai danni in atto per potersi permettere di promuovere nuovi modelli di consumo e quindi di comunicazione tra le parti interessate.
Poi accadde l’imprevedibile: nacque Internet. Nessuno capì bene di cosa si trattava. Anche i più grandi brand ancora adesso “sfruttano” i grandi mutamenti sociali favoriti da Internet secondo la vecchia logica. Basti pensare alle “brand community”, luoghi di incontro virtuali e non, tra “adepti seguaci consumatori” in cerca di esperienze con il brand. Il brand è lì ad osservarli, nutrirli ed ingrassarli, come la strega faceva con Hänsel e Gretel. Oppure i forum sul web, guidati o no, in cui ci si infiltra per “spiare” i bisogni di nuove nicchie di mercato per poi offrirgli il prodotto.
Non sono questi i luoghi dove ci si ascolta per condividere e costruire futuri credibili e duraturi. Sono tutte forme “involutive” del concetto positivo di “interfusione”  teorizzato negli anni ’90 da Gerd Gerken . La differenza è che la domanda che le esigenze e desideri fermentati nei cosiddetti “clan” produceva, veniva poi soddisfatta da una offerta cresciuta in seno agli stessi clan attraverso la sensibilità e le capacità di leadership di qualcuno che di volta in volta veniva eletto sul campo. E questa è effettivamente una vera profezia che con Internet comincia ad avverarsi. Internet ha offerto un canale di comunicazione multidirezionale anche al pubblico finora arreso a “subire” messaggi pilotati ed interessati attraverso i media tradizionali e la sesta leva del marketing mix: the power.
La pubblicità ha avuto tutto il tempo storico, dagli anni 70 ad oggi, di acquisire il carattere di scientificità. Dall’arte della persuasione si è passati quindi alle tecniche di persuasione per poi tornare a forme d’arte pubblicitaria. In questo senso in effetti la comunicazione è cresciuta, si è strutturata meglio. Ha codificato metodi, definito ruoli e competenze, affinato gli strumenti, industrializzato la creatività per poi riartigianalizzarla. Niente è lasciato al caso: l’obiettivo è vendere. Così l’ascolto del target ha favorito la generazione di stili di comunicazione pubblicitaria capaci di persuadere stimolando razionalmente ed emozionalmente il pubblico di riferimento. La creatività mirata agli obiettivi è diventata tecnica, scientifica. Al servizio dei brand e della politica. È stato un esercizio certamente utile. Ma ora, che siamo nell’era della comunicazione , serve ben altro. Siamo ancora agli albori e ci muoviamo in modo primitivo su questo terreno. Soprattutto le imprese. Chi si muove velocemente invece è il protagonista del futuro: il “Signor X” che si è messo in rete, con le sue idee, la voglia di confrontarle per costruire nuovi modelli di economia, di scambio, di produzione, di consumo. Qualcuno, sminuendo un po’ la reale portata del suo ruolo, lo definisce consumautore (artefice della soluzione produttiva di ciò che consuma) o consumattore (che recita una parte importante sul palcoscenico della propria nicchia di mercato). In realtà è molto di più e, sebbene definirne un identikit è molto complesso, osservandolo non ci vuole molto ad intuire che siamo di fronte ai primi passi dell’ultimo homo communicans. Le leve che infatti spontaneamente utilizza sono quelle della comunicazione costruttiva: interazione e condivisione cialis uk.
Ecco così che il web pullula di nuovi dati, nuovi embrioni di mondi possibili in cerca abitanti.
L’effetto ad oggi è di prevalente inquinamento digitale non solo a causa della moltitudine di informazioni non attendibili, non verificabili e non nutrienti, cioè non adatte a creare cultura. Per dirla alla Coleridge  “acqua ovunque e neppure una goccia da bere” .  Non è solo un problema di eccessiva ed infinita frammentazione della conoscenza, ma anche di tempi troppo compressi per una metabolizzazione culturale. Un dato, un’informazione così come un’innovazione non riescono più ad “entrare nella cultura” perché vengono subito rigettati dall’ultima novità. Il premio Nobel per la letteratura Doris Lessing , definisce Internet come vacuo ed incapace di generare cultura per questi motivi. Ed è qui che la comunicazione pura entra in gioco, con la potenza del suo ruolo. Per dare un senso ai dati, infatti, è necessario metterli in connessione creativa attraverso la capacità di narrazione. Senza il valore aggiunto della comunicazione e gli stimoli della narrazione, le informazioni e le idee sono elementi morti, o in stand-by. Questo è necessario perché l’ascolto, nell’accezione pura della comunicazione, diventa apprendimento. “Invitare al significato” come dice Gorge Steiner  è la sfida di chiunque voglia avere parte attiva nel futuro. Cominciare a disegnare la curva della comunicazione circolare vuol dire partire dall’ascolto attivo, partecipativo e soprattutto dall’apprendimento. L’approccio umile ma curioso e interessato al diverso e al nuovo costituisce l’innesco del circolo virtuoso. Bisogna imparare ad imparare velocemente e profondamente. Gli imprenditori e i manager sapranno guidare le imprese verso futuri duraturi (sebbene in continuo cambiamento), se saranno capaci di apprendere intensamente, con rapidità ed efficacia. L’identificazione dei valori su cui costruire la propria identità ed il proprio modello di business, passa dunque dall’apprendimento continuo e collettivo.
La comunicazione in definitiva svolge il suo più importante ruolo proprio quando favorisce la creazione e condivisione di valori identitari attraverso scambi di esperienze utili a far scaturire azioni costruttive e coerenti. L’intimità e la lungimiranza che tali esperienze riescono a rappresentare è determinante ed è terreno di sfida della comunicazione.
Ed in questo liquido comunicativo (in cui ogni piccola occasione è una grande ed irripetibile occasione per superare con umiltà e franchezza infiniti ostacoli) si generano e fertilizzano le relazioni sempre più legate ad un coinvolgimento completo della sfera sensoriale degli interlocutori. Ricordiamo a tal proposito il mix di comunicazione esperienziale suggerito da Bernd Schmitt  che identifica in 5 leve comunicative altrettante tipologie di contatto con valori, brand o prodotto che siano: sense, feel, think, act e relate experienses.
Poiché il compito della comunicazione è l’avvicinamento e la condivisione, il primo ostacolo da rimuovere è la lontananza spesso creata dalla diversità. L’esperienza coinvolgente agisce non solo sulla sfera razionale, ma principalmente sull’inconscio ed un “aggancio comunicativo” sul piano dell’inconscio e del subconscio risolve istintivamente, istantaneamente e profondamente il problema dell’estraneità.
Se poi alla comunicazione attribuiamo un ruolo guida nell’individuazione degli orientamenti sociali ed economici e nella loro successiva implementazione, allora le emozioni che dovranno essere generate e comunicate dovranno essere “emozioni sostenibili” in un’ottica quindi di human satisfaction.
In un processo di questo tipo poi, la funzione più banale della comunicazione e cioè quella della promozione e vendita, risulta un indotto naturale delle relazioni già in atto, tenute in piedi dalla qualità dei contenuti e dalle trame dei media e della multicanalità. Pertanto la logica da “push” si trasforma in “pull” senza alcuno sforzo, nessun trauma. Anzi, lasciarsi trovare sarà più semplice che farsi trovare.

Comunicazione prima, durante e dopo, dunque. Prima di ogni cosa per formare il pensiero costruttivo e condiviso (essenza dell’identità), successivamente per comporre i modelli di relazione, di business ed organizzativi. Ed infine per definire il brand, ispirare la produzione, collocare il prodotto e valorizzare i feedback.

In questo senso la comunicazione sensibile è un fattore produttivo strategico, propedeutico al processo di produzione in senso stretto.

(Stefano Petrucci)

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Il testo è un’anterpima tratta da un capitolo del libro “Nuove forme e nuovi ruoli della comunicazione – Dall’ICT al Digital Marketing:come evolve la società dell’informazione e il business nel mercato globale” in uscita il prossimo 15 settembre nelle librerie di Italia. Sarà presentato in occasione di Ring 2008 dai suoi autori.
 

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Editore:              Edizioni CieRre

A cura di:            Davide DiurisiContributi di:       Carmelo Cutuli, Roberto De Donno, Carlo Infante, Giuseppe Lugano, Elisa Micelli, Stefano Petrucci, Michele Ficara, Maria Teresa Salvati

Titolo:                 Nuove forme e nuovi ruoli della comunicazione

Collana:              Diritto, Economia e Società dell’Informazione (diretta da A. Lisi e D. Diurisi) – La collana si propone di sviluppare, con spirito pratico ed essenziale, le principali tematiche giuridiche ed economiche della Società dell’Informazione, senza trascurare i contesti, gli ambiti di ricerca, di studio e di applicazione, le pratiche, gli strumenti.

Caratteristiche:    Formato cm 15×21, copertina plastificata

Pagine:               160 ca. (dorso 10 mm circa)Prezzo:               Euro 20,00ISBN:                978-88-7137-761-2In libreria da:      15 settembre 2008
 

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