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Oltrelinea al Public Camp 2009 di Bari

Sabato, Ottobre 17th, 2009
pc.jpgDal 19 al 23 ottobre 2009 Bari ospita il II Meeting nazionale dei Comunicatori Pubblici, nella sede di Villa Romanazzi Carducci. La manifestazione, la più conosciuta nel ramo della comunicazione pubblica ed istituzionale, è giunta alla seconda edizione dopo aver riscosso un enorme successo di pubblico e stampa e suscitato i consensi di numerose Pubbliche Amministrazioni italiane.

L’evento è promosso dalla Regione Puglia, in collaborazione con l’Unione Europea e l’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale. Tra i partner promotori dell’evento anche il Gruppo Oltrelinea. È previsto l’intervento di studiosi della comunicazione, docenti universitari, dirigenti istituzionali e rappresentanti delle più alte cariche di governo nazionale e regionale.

La comunicazione pubblica necessita di definire il proprio ruolo rispetto alla comunicazione politica e realizzare una sorta di interazione trasparente con i cittadini. Il Public Camp nasce con l’intento di diffondere tra i comunicatori la circolazione e l’utilizzo delle Best Prectices, le “pratiche” per ottenere i risultati migliori, favorendo lo sviluppo di un know-how pubblico della comunicazione rivolta ai cittadini, agli stakeholders e alle stesse istituzioni .

Nell’arco dei 5 giorni previsti si articoleranno 8 workshop, 10 master diffusi, una lectio magistralis con la partecipazione di Marc Augè e Alberto Abruzzese, una conferenza nazionale nonché diverse Creative Rooms e Tavoli di Confronto. E’ prevista la partecipazione del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola per il convegno di inaugurazione.

Tra gli eventi ricordiamo:

o       Martedì 20 ottobre, alle ore 10,30 il convegno “Comunicare Mediterraneo”, che avrà come relatore Stefano Petrucci, presidente di Oltrelinea e ospiti il Prof. Angelo Semeraro, Presidente Scienze della Comunicazione Università del Salento , Gerardo Mombelli, Presidente Associazione Italiana Comunicazione Pubblica e iIstituzionale, Bernardo Notarangelo e Claudio Pedone.

  • Martedì 20 ottobre, alle ore 14,30, l’incontro su “I Comuni Virtuosi e le De.Co. Sviluppo locale e strumenti di marketing territoriale”. Relatore è Roberto De Donno, responsabile delle relazioni esterne del Gruppo Oltrelinea, che durante la conferenza presenterà al pubblico pugliese il suo libro “De. Co., Denominazioni Comunali – Sviluppo locale e strumenti di marketing territoriale”, Veronelli Editore.

      Ospiti Sergio Blasi, Sindaco di Melpignano, e Paola Franco, Presidente del Consiglio del           Comune di Marano Vicentino.

o       Mercoledì 21 ottobre, alle ore 12, il laboratorio di preparazione all’evento organizzato da Oltrelinea “Ring 2010”, Grande Arena della Comunicazione. Mediterraneo: costruire e comunicare un’identità territoriale per la Puglia secondo una sostenibilità sociale, ambientale e culturale.

      Insieme e Stefano Petrucci ci saranno Loredana Capone, Dario Stefàno, Magda Terrevoli,  Silvia Godelli, Nicola De Bartolomeo, Vittorio Andidero e Salvatore Matarrese.

o       Giovedì 22 ottobre, alle ore 15, il tavolo di confronto su: “Gli appalti pubblici nei servizi di Comunicazione. Il modello Puglia: gare elettroniche e centro media”. Interverranno sull’argomento esperti, politici, imprenditori e rappresentanti di associazioni.

Per informazioni scrivere a: public.camp@regione.puglia.it

Sito Ufficiale: http://publiccamp.regione.puglia.it/

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La Via del Sud.

Domenica, Agosto 30th, 2009

mediterraneo.jpg Torna il tempo del Sud. Ma attenzione, anche questa volta le trappole dell’occidente sono già disseminate lungo il percorso. Camuffate con la faccia di gente che dice di voler fare le cose per il Sud. Il Sud non ha bisogno che qualcuno continui a (dire di) fare qualcosa “per” il Sud. Piuttosto forse è il mondo intero che ha bisogno di fare le cose “del” Sud, di cambiare facendo le cose “pensate dal Sud”.Il Sud non è malato, non è perennemente “arretrato”. Si, certamente è sempre nelle ultime posizioni nella classifica della gara competitiva del progresso, della ricchezza calcolata da quel ridicolo PIL.Torna il tempo del Sud e purtroppo ce ne accorgiamo anche dal fatto che proliferano le iniziative politiche ed economiche che inseriscono la parola Sud nei loro titoli (fa molto appeal) e proclamano ricette “per” il Sud, per salvare il Sud. Salvare da che? E’ questo il punto! Per non retrocedere nel campionato dell’iperproduzione, del consumismo e della corsa al progresso (?) nessun sud del mondo potrà mai allenarsi abbastanza. Non basteranno mai i dopaggi politici e finanziari e presto, rimasti nelle ultime file, torneranno per noi le flebo. Chi l’ha detto che quella è la strada della civiltà mondiale? Non bastano forse i dati di crisi di sistema mondiale che raccogliamo negli ultimi anni? Dove ci porta il modello occidentale? Dove porta il pianeta, dov’è la nostra felicità, il nostro futuro? Siamo pieni di oggetti, di strass, di luci artificiali e vuoti di speranze, di certezze, di curiosità, di serenità, di amore, di semplicità. La corsa all’inseguimento della velocità fine a se stessa ci sradica e porta via con se il tempo per gustare l’esperienza che è il patrimonio dell’umanità.Siamo sotto flebo dall’unità d’Italia, chissà come mai. Pura coincidenza? Fino ad allora era il Mediterraneo il cuore geo-culturale del mondo. Il Regno delle due Sicilie era di gran lunga più ricco del nord e per ricchezza intendo non solo quella dell’oro e delle merci, ma anche quella culturale, artistica, di civiltà e pensiero. Prima ancora c’era la Roma imperiale, la Grecia, l’Egitto.Il Sud è continuamente messo in soggezione economica e simbolica. Viene regolarmente saccheggiato dal di dentro. E, cosa assai più triste, rischia di vedersi definitivamente saccheggiata la propria identità. Ci hanno convinti di essere arretrati, mafiosi e, quando va bene (con un piglio di sfrontatezza) ci definiscono simpatici, solari, folkloristici insomma. Siamo i giullari di qualcuno e il nostro meraviglioso posto nella terra, un luna park per turisti che ci lanciano le monetine tra le sbarre di gabbie invisibili.Scusate la rabbia, anzi no, non chiedo scusa, perché la rabbia è una reazione tipica di chi sente minacciato il proprio patrimonio genetico del Sud. La rabbia, l’onore e il coraggio sono alcuni dei nostri archetipi che stiamo perdendo sotto l’effetto di quelle flebo drogate. Ma rischiamo di perdere completamente il valore della nostra identità che può segnare la strada non solo al Sud, ma soprattutto a ciò che Sud non è. Ma le flebo hanno sottolineato tanti altri nostri archetipi che virtù non sono: omertà, individualismo, esterofilia. Sono questi i lacci con i quali ci imbrigliamo da soli. Lungi da me a sollevare integralismi del Sud. Il Sud ha bisogno del mondo, perfino della cultura del nord e dell’occidente. Ma soprattutto ha bisogno di tornare a credere nelle proprie forze, nelle proprie ricchezze e soprattutto nello stile di vita che gli è più congeniale. Amore, rispetto e fedeltà per la terra, i suoi tempi e le stagioni. Complicità nell’esplorare attraverso il mare.  Lentezza nel accostarsi alle esperienze, nel viverle e condividerle. Consapevole ed umile accettazione del limite. Senso della misura nell’approccio alle verità assolutistiche. Giocosità e serietà nel gustare il cibo, l’eros e la vita. Sapere stare in silenzio e ascoltare senza essere assaliti dall’horror vacui. Saper riconoscere la bellezza e non volerla possedere. Intreccio armonico di lingue, culture, filosofie e religioni. Abilità manuali in cui le tecniche diventano arti. Affidarsi alla saggezza dell’istinto nelle difficoltà ed imprevisti.  Ecco solo alcuni dei nostri elementi identitari che dobbiamo proteggere, recuperare e utilizzare come guida. Il Mediterraneo è stato e tornerà ad essere il cuore della civiltà del mondo e, nell’era della comunicazione, fonderà sulla sua capacità di dialogo con le diversità il progetto per un futuro più umano ed un nuovo rinascimento in cui il progresso si misurerà non sull’avere, ma sul sentire.

Nel disegnare il mio personale percorso su questa strada comune ho tracciato un binomio che presto condividerò: il Comunicare Mediterraneo (www.comunicaremediterraneo.com). Sulla via fin da subito ho incrociato “Pensiero Meridiano” di Franco Cassano di cui vi propongo un brevissimo brano:“Il luogo nel quale è possibile dire un sì al mondo è il Mediterraneo. E’ qui che si conserva il segreto della Misura, di quell’accordo tra uomo e  natura che si raccoglie nei miti e negli dei greci, nell’architettura della tragedia classica. Il pensiero non è indipendente dal mondo in cui nasce, dalla luce e dalle ombre che trova e il pensiero meridiano è quello che ha conosciuto il sole che si interseca al mare, l’amore per la bellezza, la forza e la sofferenza degli ero, il loro essere insieme sfida al cosmo e parte di esso. In contrasto con quel sì, quella tradizione di accordo solare, sta il pensiero settentrionale, spinto dalle sue tenebre verso un insanabile desiderio di rivalsa. Il protagonismo dello spirito, il suo autonomizzarsi e contrapporsi alla natura è un processo che nasce dalle drammatiche necessità di un mondo in cui l’ambiente si presenta subito come ostile. Non per caso il rapporto di opposizione tra spirito e natura è nato tra l’arsura e i miraggi del deserto; non a caso rinasce a nord dove la natura ridiventa ostile. L’ingresso nella storia dei popoli nordici che non hanno una tradizione di accordo con il mondo reca in sé questa dismisura…”.

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Comunicazione ed interazione per un nuovo Mediterraneo di Pace

Sabato, Settembre 27th, 2008

next-mediterranean.jpg

Ring 2008 non ha chiuso i battenti dopo la tre giorni (17-18-19 settembre 2008). Ring, infatti ha segnato l’avvio di un fermento destinato a crescere, diffondersi e produrre grandi novità nel panorma non solo del marketing e della comunicazione, ma anche dell’idea di impresa e territorio in genere. Di sviluppo. Di futuro.

 

Personalmente la più grande soddisfazione è vedere propagarsi a macchia d’olio un’idea, un desiderio, un’esigenza stringente che nella passata primavera si è impadronita di me. Il 2 maggio organizzai una giornata di riflessione con i miei colaboratori da l titolo “M’inverto”.

Fu quello l’inizio, il giorno in cui cominciò a definirsi in me un nuovo pensiero, un nuovo modo di essere e fare l’imprenditore, un nuovo modo di utilizzare le mie competenze di marketing e comunicazione. Allora sembrava quasi una cosa utipica, un urlo saolitario nel deserto. Oggi (e sono passati solo pochi mesi) posso dire che non solo il mio pensiero è stato raccolto, ma è stato anche meravigliosamente amplificato, prima dai miei partner e poi da tutti coloro che hanno avuto l’occasione di essere presenti a Ring 2008.

 

Ora che la Comunciazione Crea, che  la Comunciazione può e deve avere il ruolo guida nei processi di cambiamento nello sviluppo di nuovi modelli di business eco-socio scostenibili, che il marketing non è fare la guerra a qualcuno per cercare il profitto individuale ma può essere al servizio della collettività, che ricostruire un futuro duraturo, in cui l’uomo recupera fiducia nella ricerca della felicità, che il sistema malato del profitto, della finanza e della politica affaristica può essere sottomesso al volere collettivo, non sono più opinioni personali.

Ring ha già creato una schiera di uomini pronti ad unirsi in torno a progetti reali che sapranno dare risposte concrete a quest’idea. All’idea di benessere non legata al danaro, ma alla pace. Gli scenari per un futuro rinascimentale ci sono tutti e le tecnologie avranno un ruolo importante nella misura in cui saranno usati per mettere al centro un nuovo umanesimo accomunando le diversità in pensieri collettivi per traguardi comuni.

A Ring 2008 abbiamo dimostrato come lo steso concetto di Competitività è deleterio. I paesi, le imprese, le persone non devono competere tra loro. In questo modello la crescita di uno significa la decrescita di qualcun’altro. Tutti dobbiamo imparare a cooperare, capendo definitivamente che il destino è ormai comune. Ring ha abolito la competitività e il concetto stesso di marketing si trasforma in societing.

Ring 2008 continua su www.nextmediterranean.org il luogo virtuale dal quale, anche con il tuo contributo, nasceranno grandi opere reali.

 

rita-el-khayat-_-petrucci.jpgNell’arena del marketing e della comunicazione era protaginista quindi la Pace. Già, la Pace non gli affari! L’incontro con Rita El Khayat non era quindi casuale.

Ascolta questa intervista-a-rita-el-khayat.mp3

 

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…qui il mio Editoriale sull’Houseorgan di Ring 2008…

 

E’ così potente la leva competitiva della comunicazione da doversi interrogare su quali obiettivi debba essere rivolta?

Negli ultimi decenni l’uomo si è aggrovigliato in un sistema che non è destinato a durare e soprattutto incapace di garantire un futuro all’umanità. E la comunicazione, o meglio la pubblicità, è stata al servizio di quel sistema. I modelli di business, di consumo e di produzione che inseguiamo hanno avvolto l’occidente, ed ora anche il resto del mondo, in una rincorsa cieca verso il profitto a tutti i costi. Così ci siamo dimenticati non solo del pianeta ma anche dei nostri stessi reali bisogni, quelli che possono offrirci salute e felicità.

Globalizzazione sì, ma con l’uomo al centro! Crescita si, ma nell’interesse comune!

Per riconquistare il nostro futuro dobbiamo cambiare stili di vita, di consumo e di produzione.

Progettare il futuro insieme oggi è possibile davvero. Internet ha cambiato le regole del potere e ci offre la possibilità di condividere il pensiero in modo libero e costruttivo. L’interattività sulla rete ha risvegliato il contatto tra le persone. La capacità di comunicare è il terreno di sfida, perché i mezzi ci sono già. Ecco quindi che il marketing e la comunicazione possono e devono guidare verso nuove prospettive le imprese e i territori. Prospettive etiche ed eco-socio sostenibili.

Ring è il pancione di un Mediterraneo che è incinto di un futuro migliore. Noi ci siamo dentro. Tutti: imprenditori, professionisti del marketing e della comunicazione, politici, governanti e tutte le parti interessate, ci incontriamo per “fecondarci” a vicenda. Il Mediterraneo deve tornare ad essere la culla della cultura del mondo. Una cultura fondata su un nuovo rinascimento dove però l’uomo e l’arte incontrano la tecnologia.

 

Ring 2008 accoglie la rappresentanza di più di 20 paesi del Mediterraneo. 34 sono i convegni, tra plenarie, focus di settore, matching e workshop. Più di 100 i relatori nazionali ed internazionali. Decine di partner tecnici e media partner. E poi ancora esposizioni, installazioni, performance e strumenti di interazione.

Ring 2008, nei numeri e nella qualità dei temi e degli ospiti, si conferma il più grande evento del marketing e della comunicazione nel cuore del Mediterraneo.

 

Questo anche grazie a te, che sei qui a partecipare ai lavori.

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NEXT MEDITERRANEAN

Giovedì, Settembre 4th, 2008

nextmed.jpgApre il laboratorio del pensiero libero e collettivo per costruire insieme un futuro migliore.

Ora ho davvero una notizia che tengo a darti…

E’ on line www.nextmediterranean.org il sito che d’ora in poi raccoglie idee di chiunque si vuole impegnare o è già impegnato nell’individuazione di nuovi modi di vivere e lavorare che siano compatibili con il benessere psico-fisico dell’uomo e la salute del pianeta Terra.

Nel 2010 il Mediterraneo diventerà un’area di libero scambio tra le più grandi del mondo. Ci sarà bisogno di pace, sviluppo condiviso, integrazione tra culture e rispetto dell’ambiente.Per questo a un’economia sostenibile occorre pensare oggi.

Collegati al sito e contribuisci anche tu. Il futuro sarà migliore se impariamo a sognare, pensare e fare insieme.

Per cominciare puoi anche commentare anche alcuni dei miei post che trovi qui… http://www.nextmediterranean.org/author/stefano-petrucci/ 

Sarei felice di sapere che in questo progetto entri anche tu.

Stefano

pancia-ring-2008.jpg _____________________________________________________________

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