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Una tesi sul processo creativo in Oltrelinea

Sabato, Novembre 1st, 2008

creativita.jpgSerena Zito, (ex) studente di Accademia delle Belle Arti di Lecce, nel periodo aprile-giugno 2008, ha frequentato Why.com una nostra agenzia del gruppo Oltrelinea. In quel periodo si lavorava, tra l’latro, ad un progetto molto importante: “L’Imprenditore è Valore“.

Serena ha partecipato al gruppo di lavoro con grande capacità di adattamento e lucidità. Il risultato è una tesi meravigliosa sulla nostra organizzazione, le nostre procedure e tecniche di lavoro per la creatività e la comunicazione.

Mercoledì ha discusso la sua tesi…

Introduzione della tesi su  http://www.accademiabelleartilecce.com/grafica/studenti/serenazito/

La tesi sul web  http://www.0280.org/ABBA/comunicare/  (la tesi si sfoglia con il mouse…!)

Scaricala in pdf… tesi-oltrelinea-imprenditore-valore

Un ringraziamento a Serena e un grande in bocca al lupo!

Stefano

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Lunedì 12 maggio: L’imprenditore è Valore

Domenica, Maggio 11th, 2008

 L’Imprenditore è Valore: tavola rotonda all’Università del Salento

Lunedì 12 maggio 2008 dalle ore 10.00, nell’aula Y1, presso il complesso Ecotekne dell’Università del Salento siete tutti invitati alla conferenza che ha per tema:
«L’imprenditore è valore»     Scarica qui la locandina

Leggi l’introduzione di Stefano Petrucci e scarica documenti progettuali ed indagine sui giovani


Organizzata dal Gruppo Giovani Imprenditori (GGI) di Confindustria Lecce e dal Gruppo Oltrelinea, con il patrocinio dell’ateneo leccese, la tavola rotonda ha come obiettivo quello di accentrare le riflessioni sulla figura dell’imprenditore e la creazione di valore economico e sociale possibile grazie a questa così come i rapporti tra l’imprenditore e, rispettivamente, i media, l’informazione, la giustizia e il mondo della formazione.

Prenderanno parte alla tavola rotonda:
Domenico Laforgia, Rettore dell’Università del Salento;
Lino Patruno, Direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno;
Umberto Pagano, Presidente della Corte d’Appello di Lecce;
Mauro Giliberti, Direttore di TRNews;
Francesco Giaccari, Professore Associato di Economia Aziendale, Università del Salento;
Ennio Montinaro, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Lecce;
Stefano Petrucci, Presidente Gruppo Oltrelinea;
Sandra De Iaco, Docente Dipartimento di Statistica Università del Salento;
Monica Palma, Docente Dipartimento di Statistica Università del Salento.

Nel corso della tavola rotonda, saranno illustrati i risultati di un’indagine condotta nel Salento dal GGI su un campione di giovani in età scolare, relativamente alla percezione che questi hanno della figura dell’imprenditore. I dati, la cui elaborazione è stata affidata al Dipartimento di Statistica dell’Università del Salento, hanno evidenziato la diffusione di un’immagine distorta dell’imprenditore, sbilanciata verso l’opportunismo e la plutocrazia, piuttosto che verso il merito e la produttività, dimostrando la necessità di un intervento mirato a ribaltare tale percezione.

Oltre all’indagine, saranno presentate anche le due pubblicazioni a tema, che i soggetti promotori hanno realizzato secondo una differente idea progettuale: un livello con tavole illustrate, destinato ad un pubblico giovanile, e un volumetto indirizzato agli interlocutori principali della vita pubblica dell’impresa e dell’imprenditore.

Contestualmente alla conferenza, nell’aula Y7 dell’Ecotekne si svolgerà la finale provinciale di Managers on the web 2008, che vedrà giovani studenti alle prese con un gioco on-line che simula la conduzione d’impresa.

La partecipazione alla conferenza garantisce l’acquisizione di 1 Credito Formativo agli studenti di Economia dell’Università leccese.
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Da grande voglio fare l’Imprenditore

Domenica, Maggio 11th, 2008

Il valore dell’Impresa per il futuro dei Giovani.

Aiutiamoli a dire: “Voglio fare l’imprenditore”.

ercolexnews.jpg Evento di presentazione 12 maggio 2008 (vai al report) 

 

Il progetto “L’Imprenditore è Valore” è una risposta sensata e costruttiva ad una piaga sociale che va urgentemente tamponata: la demotivazione dei giovanissimi nell’attivarsi con il proprio lavoro e le proprie idee a migliorare il futuro.

Il sistema globalizzante ed il “sistema Italia”, incapace di premiare i migliori a favore dei soliti raccomandati e disinteressato a punire chi arreca danno alla collettività, stanno logorando pian piano il futuro delle nuove generazioni. La televisione narcotizzante fa il resto.

Credo che gli ultimi 15 anni di vita sociale e politica italiana appartengano ad un recente medioevo non più tollerabile.

La meritocrazia deve tornare al centro. Intorno alle persone migliori si può creare un futuro credibile e sostenibile. Invece i talenti e quelli che chiedono di lavorare onestamente, scappano dal sud e scappano dall’Italia. Perché? Lo sappiamo tutti il perché. L’italia non cresce da un ventennio perché e più occupata a preservare il potere acquisito da caste che oramai non hanno più niente di buono da offrire e che hanno già sottratto tutto all’Italia e agli italiani: futuro compreso!

Le nuove generazioni hanno perso la capacità di sognare, di credere di poter cambiare il mondo. Sono demotivate: sanno benissimo che non possono contare sul posto fisso né sulla pensione e sanno pure che nessuno li aiuterà a fare l’imprenditore né mai li ringrazierà se avranno contribuito a loro rischio, con il loro lavoro e con le loro idee, a rendere più vivibile lo spazio ed il tempo che gli sarà dato.

Negli ultimi quindici anni, da tangentopoli alle 488*, la figura dell’imprenditore, non bastando le difficoltà che procura l’Italia, è capitata sotto il rullo compressore della giustizia e dell’ingiustizia, dell’informazione e della disinformazione.

L’imprenditore, colui che con entusiasmo e talvolta genialità, rischia in proprio per realizzare nuove idee, nuovi progetti, nuovi prodotti e servizi, offrendo lavoro e spesso contribuendo a migliorare le condizioni sociali intorno a sé, sembra essere svanito. Dileguato e diluito in fiumi di luoghi comuni ingiusti ormai insinuati nell’opinione di molti. Non è così!

E’ da questa triste constatazione che al Gruppo Giovani di Confindustria Lecce proposi, attraverso il progetto l’Imprenditore è Valore, di impegnarci nel coinvolgere le scuole e l’università del Salento in un progetto di sensibilizzazione e conoscenza sul reale ruolo che l’imprenditore (di valore) ha sempre avuto, ha ancora e sempre avrà.

Essere imprenditore onesto ed innovativo se in Italia è difficile, nel sud è un atto eroico. Questo le nuove generazioni lo sanno così bene che non aspirano più a diventare imprenditori. Temevamo questo e la ricerca condotta anche in collaborazione con il Dipartimento di Statistica della Facoltà di Economia dell’Università del Salento, purtroppo lo conferma.

Falsi imprenditori, ammalati e concussi da un sistema corrotto, hanno sbagliato ed hanno anche sottratto risorse pubbliche. Ma sono pochi, pochissimi (vedi ad es. dati lg. 488*) rispetto ai tantissimi imprenditori che quotidianamente lottano contro un sistema che non aiuta gli onesti, affinché il lavoro e la crescita di tutti siano difesi.

Magistrati desiderosi di fama e spesso incapaci hanno con troppa disinvoltura messo a repentaglio la vita di imprenditori e delle tante famiglie che in quelle imprese trovavano lavoro e dignità. Ma anche questi sono pochi, rispetto ai tanti che con difficoltà, in una macchina della giustizia che non funziona da troppo tempo, difendono con onore un ruolo fondamentale per la stabilità e la sicurezza del paese.

Media (stampa e Tv in prima fila) alla ricerca di vendite e audience, hanno dimenticato di dar spazio al vero giornalismo. La brutta notizia al pari del gossip, della violenza, del sesso e della gogna di personaggi più o meno conosciuti è il faro che guida sempre più spesso le linee editoriali. Ma anche qui, perfino qui, è possibile individuare editori e giornalisti non collusi, non superficiali e rispettosi della vita altrui.

L’Imprenditore è Valore è il progetto che vuole unire la parte buona dei tre attori Imprenditori, Magistrati, Media per trasmettere ai ragazzi e ai giovani idee e strumenti che invoglino le future generazioni ad assumere atteggiamenti fondati sulla legalità e mirati a dare un contributo costruttivo e stimolante alla società.

Sono convinto che nel tempo la legalità diventerà agli occhi dei più un vero e proprio fattore produttivo e competitivo, una voce da mettere nel patrimonio del bilancio d’azienda.

Al centro quindi il Valore, nelle sue espressioni migliori: legalità, conoscenza, cooperazione, creatività. Valori tipici dell’imprenditore nella sua accezione più nobile.

Che futuro stiamo preparando se non difendiamo oltre al posto fisso anche l’idea che fare l’imprenditore è utile, possibile ed auspicabile?

Uniamo le parti buone della società, facciamo in modo che chi ha voglia di lavorare con impegno e lealtà desideri rimanere qui nel sud. Cominciamo noi imprenditori, magistrati e media a dare il buon esempio. Tutti noi abbiamo una grande responsabilità per il futuro di tutti.

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Creatività e Design

Venerdì, Aprile 25th, 2008

Ieri sono andato a far visita in una scuola di Racale (Le). Mi aspettavano per un incontro sulla creatività nell’ambito del progetto l’Imprenditore è Valore, che il prossimo 12 maggio vedrà il suo avvio ufficiale attraverso un convegno che si terrà all’Ecotekne. 

Poco più di un’ora a riflettere con una classe di 17-18enni, sull’importanza di difendere una delle qualità più sublimi dell’uomo, forse l’unica, quasi al pari della fede, capace di creare le condizioni per la felicità e la libertà: la creatività.

Sempre più i giovanissimi sono mortificati proprio in quello, e cioè nella speranza che avendo la capacità di sognare si ha la possibilità di vivere meglio. Il cambiamento di cui necessita l’Italia è proprio questo: invertire completamente il circolo vizioso che mortifica e sfrutta la creatività di molti a vantaggio della conservazione del potere di pochi, volturandolo in un circolo virtuoso capace di premiare e “pagare” la creatività dei tanti talenti che ancora scappano dal sud e dal nostro paese.

Con loro abbiamo ragionato su cos’è la creatività e a cosa serve, chi è creativo, cos’è una “cosa” creativa, come si diventa creativi, come funzionano i processi creativi. Abbiamo posto l’attenzione sui flussi creativi individuali e quelli che scaturiscono da gruppi di persone. L’attenzione poi si è spostata sulla creatività come leva fondamentale per il benessere aziendale, non solo per il suo fatturato e la sua competività, ma anche per la salute dei rapporti interni, per la freschezza degli stimoli che è capace di generare. Per gli indirizzi più sensati e strategici che riesce ad offrire.

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La Creatività nell’impresa intesa come Design.

Il vero viaggio di scoperta non è cercare terre nuove, ma avere occhi nuovi” (Proust)

È con occhi nuovi che bisogna guardare problemi vecchi, da tempo insoluti, è con occhi nuovi che bisogna riguardare la realtà nota perché è solo attraverso l’intuizione creativa che i problemi complessi trovano soluzioni eleganti.
La creatività costituisce il fattore produttivo di maggior valore tra le qualità dell’imprenditore e dei suoi collaboratori. Creatività intesa non come capacità estemporanea di stupire con effetti speciali, ma di progettare soluzioni efficaci, efficienti ed originali ed utili. La creatività è di difficile espressione in Italia ed nel sud in particolare perché per emergere ha bisogno di un contesto e un sistema premiante che sappia valorizzare le capacità delle risorse umane piuttosto che i soliti raccomandati. Un sistema esterno (infrastrutture, servizi, legalità, meritocrazia, ricerca) ed un sistema interno all’azienda (visioni di lungo termine, formazione, comunicazione interna, tecnologie, empowerment). La creatività è un processo positivo e collaborativo che con diificoltà riesce a farsi largo in modo sistematico anche in alcune delle nostre imprese ma ancora troppo poco nelle università e nella pubblica amministrazione.
L’imprenditoria, perché sia fruttifera, dovrebbe quindi svecchiarsi, allentando la dipendenza dal patrimonio di pratiche sedimentate nelle procedure e applicare i principi del cosiddetto “design thinking”, affidando l’innovazione alla creatività intesa come leva di sviluppo futuro e come soluzione a problemi articolati. Così come avviene nel processo di creazione per il design, l’impresa che si serve della creatività deve operare considerando tutti gli elementi del problema e immaginando diverse alternative per la sua risoluzione, scegliendo poi intuitivamente la soluzione che fa la differenza nel raggiungimento del risultato. Sposare poi la migliore strategia ad un prototipo funzionale ed elegante nella forma, costituisce il valore aggiunto, quell’unione tra forma e funzione che stupisce sempre del design.
Il design stupisce sempre per la capacità con cui coniuga insieme funzionalità e gusto estetico, fornendo soluzioni pratiche a bisogni e necessità noti ma prima irrisolti, attraverso scelte innovative e componenti inusuali. Il design si presenta come un “piano per combinare elementi in modo da raggiungere un particolare obiettivo nel modo migliore”, è quindi una struttura fortemente orientata alla soluzione, un processo mentale – prima che di realizzazione – capace di trovare la soluzione migliore ad un problema complesso.
È nella sua capacità di fornire soluzioni innovative che la creatività può essere pensata come il design nelle linee di generazione del pensiero ed entrambi essere rappresentati da un diamante: partendo dal problema iniziale si delineano numerose soluzioni, ma si restringe il raggio d’azione fino ad individuare la soluzione giusta.
Chi fa da filtro in questo processo, basandosi su una salda struttura di conoscenze, competenze e know how da cui non si può prescindere, è l’intuizione creativa. L’intuizione creativa nasce nell’inconscio, in quella parte della mente umana che sfrutta capacità e risorse che vanno aldilà delle conoscenze acquisite e della razionalità. La mente umana, alle prese con un problema complesso da risolvere, si può immaginare come un iceberg: la parte visibile sulla superficie del mare rappresenta la parte conscia, il ragionamento razionale, mentre la parte sommersa raffigura l’inconscio. Cercando la soluzione solo con la razionalità rimarremmo bloccati nei limiti del pensiero strutturato e delle conoscenza acquisite, ma cercando la soluzione al problema sfruttando l’intera superficie dell’iceberg si impiegano componenti emotive ed inconsce che generano l’intuizione. È qui che nasce l’intuizione, è qui che fiorisce la creatività.

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