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La GlobalizZalone

Martedì, Maggio 26th, 2009

La globalizzazione secondo Checco Zalone….

 

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Non competere, coopera!

Domenica, Novembre 2nd, 2008

Siamo tutti cresciuti considerando positivo il significato del termine “competitività”. A scuola, nello sport, nella società, nel lavoro. Perfino la competitività tra paesi ci è sembrata normale, anzi auspicabile. Così se un paese si arricchisce vuol dire che un altro si impoverisce. Nel modello competitvo non è prevista la possibilità che tutti i paesi crescano insieme. Un altro paradosso è poi il fatto che la misurazione delle perfomance della competitività si calcola con il PIL che non tiene in calcolo i fattori del benessere, piuttosto quelli del consumismo…(approfondisci). L’Italia perde punti in competività internazionale da più 20 anni ed ancora non ha capito che non è quella la sua strada.

Ciò che l’uomo incomincia a capire è proprio questo: il destino è comune, il futuro è comune. Gli effetti negativi derivanti dai modelli di sviluppo sbagliati prima o poi investono anche i privilegiati o i loro figli. Allora forse è urgente spostare il paradigma della progettazione del futuro: non più pensare per sè o pochi intimi e per risultati immediati o a breve, ma pensare ed agire per interessi comuni e collettivi con effetti capaci di durare a lungo termine.

Siamo così drogati dall’accezione positiva del termine competitività che rischiamo di dimenticare l’unica alternativa possibile: cooperare. Aiutare l’altro a crescere. Ciò vale tra persone, tra imprese e tra paesi.

Paradossale? Utopico? Stupido? Ingenuo? …no!…direi pittosto Saggio e Coraggioso!

competitivita.jpgVi lascio un’immagine di un’opera tratta dalla mostra Good 50×70 che molto bene rappresenta il concetto di cooperazione come reale vittoria competitiva.

Ed ora “godiamoci” questi due video… 

 

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M’inverto: fare ed avere di più con di meno!

Venerdì, Maggio 2nd, 2008

MEETING per un’azienda attenta

Il gruppo Oltrelinea, sempre più sensibile ai temi della sostenibilità sociale dei consumi e delle produzioni, decide di ritirarsi nei recinti della Masseria Erchie Piccolo per riflettere sulle responsabilità ed opportunità che si aprono nello svolgere il nostro ruolo di consumatori e professionisti con una inversione ad “U” del nostro approccio di problem solving. 

foto-160.jpg



Stiamo sbagliando tutto. Come consumatori e come attori della produzione stiamo sbagliando tutto. Da tempo mi interrogo su quali siano le possibili soluzioni pratiche per contribuire, nel nostro piccolo, ad invertire la tendenza del nostro sistema economico sociale mondiale alla distruzione del globo. Siamo tutti schiacciati da un’accelerazione disumana che ci porta ad acquistare e produrre come automi. E ciò che acquistiamo e che produciamo contribuisce ad aumentare la schiavitù. Schiavi del tempo, schiavi di ciò che ci viene offerto, ma schiavi anche di noi stessi.Il 13 aprile scorso Report di Rai 3 ha dedicato una puntata a questo tema. La notte non ho preso sonno! “Sono un’idiota, sono un ignorante.” Questo mi sono detto. Non sono libero perché compio azioni inconsapevoli, come consumatore sono un pazzo e come produttore un superficiale. Se non hai visto quella trasmissione di prego di farlo http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5e23%5e74752,00.html  oppure leggi il testo. Credimi, è urgente che anche tu sappia. Non avrei mai pensato che acquistare insalata lavata, tagliata ed imbustata è un piccolo gesto quotidiano -che molti compiono perché non c’è il tempo di comprare l’insalata in una fattoria o da un ortolano- che non solo crea un danno economico ed ambientale enorme, ma soprattutto diventa la fredda rappresentazione di quanto ci siamo allontanati dal contatto con la terra, con la vita, con il tempo dedicato a noi e alle piccole cose di cui abbiamo bisogno. Mangiamo pomodori senza proprietà nutritive, fragole a dicembre, kiwi prodotti in italia, carote tagliate, bistecche gonfiate. Possiamo dire peggio per chi lo fa. Non è così, guardate il servizio di Report e poi ditemi se non è urgentissimo bloccare questa pazzia. Intorno al cibo gira tutto: industria chimica, petrolio, trasporti, metalmeccanica, distribuzione, packaging, marketing e comunicazione. Tutto coinvolto in un processo malato e suicida! E come attore della produzione? Come imprenditore che crea imprese pronte ad erogare prodotti e servizi? Cosa sto facendo? Che danni creo? Come sto orientando il mio marketing e le mie soluzioni di comunicazione?Mi occupo di strategie di impresa, di soluzioni marketing e di comunicazione. Credo che siano leve così potenti da risultare armi vere e proprie. Ed allora, se sono armi, ho la responsabilità di usarle in modo costruttivo o perlomeno non distruttivo. Oggi il nostro mestiere offre una grande opportunità: quella di offrire soluzioni ad altissimo impatto comunicazionale e a bassissimo impatto socio ambientale, ad altissima interazione con il target e a bassissimo costo. Le tecnologie e new media offrono questo. Internet offre nuove opportunità di rinascimento democratico anche per questo, perché da la possibilità a chi ha buone idee di svilupparle con poco ottenendo grandi risultati. Aiuta a sviluppare e valorizzare la componente che per eccellenza distingue l’uomo dalle bestie: la creatività. Ed allora, se tutto questo è vero come mai dalle agenzie di comunicazione non escono soluzioni così. Non c’è tempo, si dice. Il cliente vuole tutto e subito, ma soprattutto non vuole rischiare con comunicazioni troppo innovative (il cliente italiano ovviamente). Ecco allora piani di marketing e comunicazione uno la copia dell’altro. Unico campo di azione della “creatività” resta quindi il messaggio, nel suo contenuto, nel suo linguaggio. E così continuiamo a stampare manifesti, brochure, fare spot, eventi costosi e ecologicamente impattanti. Non voglio dire che ciò non si debba più fare ma va bilanciato meglio con mezzi, idee, azioni che portano maggiori risultati con minor impiego di risorse…tranne due: il tempo e la creatività. C’è bisogno di recuperare il tempo che ci viene sottratto dal sistema per cose inutili per metterlo a disposizione della nostra creatività.

E’ questo il tema su cui ci siamo voluti confrontare noi di Oltrelinea, e così, mercoledì 30 a casa mia si è svolto un incontro per interrogarci sul nostro ruolo di consumatori individuali (come persone), collettivi (come gruppo di lavoro che consuma materiali ecc.) e soprattutto come professionisti.Ecco come si è svolto l’incontro (guarda la fotogalleryhttp://www.stefanopetrucci.com/?page_id=265&page=265&nggpage=10 ): 

Ore 13.00
assaggio di prelibatezze biologiche
a cura di Liliana Coppola

INTERVENTI (dalle 14.30 alle 16.00):

sul tema dell’agricoltura biologica:
Mimmo Ciccarese
Consorzio Puglia Natura
tecnico ICEA (Istiuto Certificazione Etica e Ambientale)
collabora con AIAB

sul tema del recupero creativo dei materiali:
Luciana Delle Donne
Officina Creativa

sul tema degli eventi ecosostenibili:
Dario Falsanisi
Treendy.org

sul tema del turismo responsabile:
Sergio Fadini
presidente nazionale dell’Associazione Il Vagabondo

sul tema della mobilità sostenibile:
Rino Carluccio
urbanista

sul tema della vita sobria e sviluppo sociale:
Angelo Salento
docente di sociologia dei processi economici
Università del Salento

…A seguire un dibattito su come attuare idee condivise che riguardano i temi trattati in Oltrelinea.

Presto verrà aperto un blog specifico su cui ci aspettiamo che anche tu dia il tuo contributo. In una prossima newsletter ti darò il link, ma intanto sarei felice di raccogliere su questo post la tua idea.Grazies

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