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Primi risultati dei laboratori per l’Accademia del Rinascimento.

Lunedì, Febbraio 27th, 2012

I due incontri previsti (21 e 22 febbraio) hanno dato i frutti sperati.

I temi che sono alla base della visione e dei progetti dell’Accademia del Rinascimento, sono stati accolti con grande entusiasmo da tutte le parti interessate coinvolte: Istituzioni, Imprese, Professionisti, Artigiani, Artisti, Associazioni culturali, Formatori e Manager.

Tutti hanno dato la loro disponibilità al  contribuire al progetto. Ad oggi possiamo annoverare tra il gruppo di promotori/fondatori le imprese (che finanzieranno parte delle attività) Barbetta Srl e Meltinpot; le istituzioni Confindustria, Università del Salento, Regione Puglia, Fondazione del Libro, Distretto Dialogoi e Agenda 21; le associazioni culturali Officine Cantelmo, Id&a, TRL, Oikos, Next Tab, Giovane Orchestra del Salento, Sol Puglia e Zen Manger; altre imprese Oltrelinea, Novembre arredamenti, Sphera e tante altre. Molti gli artigiani di eccellenza, formatori, consulenti, manager, architetti, designer, artisti , ma anche giuristi e studenti universitari. E siamo solo all’inzio.

A giugno si avvieranno le attività. Il primo obiettivo è condividere i contenuti di questo pensiero neorinascimentale (che può cambiare il nostro modo di fare impresa secondo canoni più etici, estetici e felici) con tutti coloro che vorranno divenire i primi ambasciatori dell’Accademia, coloro cioè che sapranno contagiare positivamente il rispettivo settore di appartenenza per rigenerare gli attuali modelli imprenditoriali, manageriali e relazionali in forte degrado morale e culturale e perfino non produttivi dal punto di vista economico.

Il laboratorio continua su un gruppo FB “Accademia del Rinascimento Lecce”.

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Per darvi un’idea di ciò che è stato detto, vi riporto un articolo scritto da uno dei conventi all’incontro del 22, l’architetto Danilo Luigi Giaffrida che sul suo blog (www.ilventredell’architetto.it) ha postato queste bellissime parole…

Lo giuro, sono arrivato alle Officine Cantelmo, a Lecce, completamente all’oscuro di tutto quello di cui si sarebbe discusso. Avevo saputo della tavola rotonda tramite un invito trovato sulla mia posta elettronica e, a dire il vero, pur conoscendo e apprezzando l’attivita del mittente, l’Associazione Id&a, il tema e i contenuti mi erano parsi ambiziosi, troppo.

Accademia e Rinascimento sono parole grosse, forti, importanti e impegnative; se poi le unisco e compongo Accademia del Rinascimento, il rischio di scivolare nella presunzione c’è, eccome, e giustifica la mia diffidenza e prevenzione nel pensare, poi decidere e infine avventurarmi a Lecce nonostante l’insistenza di un anomalo e gelido inverno per ascoltare, capire e poi giudicare.

Sul palco c’è Stefano Petrucci, di cui purtroppo so poco o nulla. Lo ascolto attentamente, elenca pieno di passione ed entusiasmo le motivazioni, le aspirazioni, gli obiettivi di questo progetto. Gli brillano gli occhi, non lo posso negare, e questo mi induce a rilassarmi. Le parole che usa sono enormi, spalancano voragini sul vuoto sociale e culturale che mi circonda, danno un po’ il capogiro. Lo ascolto sino alla fine e seppure già pervaso di entusiasmo preservo tenacemente la mia diffidenza. Quante volte ho già sentito queste parole? Mi agito, lo metto meglio a fuoco ma non scorgo chiacchiere da imbonitore. Scopro, invece, che vanta plurime e incisive incursioni nel mondo del marketing e della comunicazione, ha un blog dove racconta tutto questo e tanto altro e la sua ultima opera s’intitola “Comunicare Mediterraneo”. Come dire: c’azzecca.

Al suo fianco c’è qualcuno che, invece, conosco già, più per averne sentito parlare, tanto e bene, che direttamente. Si chiama Francesco Morace, è sociologo, è scrittore, è presidente di Future Concept Lab, ha fondato insieme a un gruppo di rappresentanti del mondo culturale, accademico e imprenditoriale italiano con lo sguardo rivolto al futuro The Renaissance Link, un’associazione con l’ambizione di diffondere una visione strategica del ruolo del Made in Italy nel mondo della cultura e dell’imprenditoria, da cui, per conseguenza logica, stanno nascendo le Accademie del Rinascimento.

Lui ha già parlato, e io me lo sono perso, ma da come scandisce il ritmo degli interventi e li commenta, capisco perché me ne hanno sempre parlato con entusiasmo. E’ preciso, tagliente, non ha esitazioni in quello che pensa e poi dice. Quello che pensa e dice è quello che lui è e fa, le due cose coincidono e quindi non fa fatica a manifestarle. La naturalezza è la cifra del suo pensiero positivo, uno scorrere fluido di pensiero e azione.

L’establishment  imprenditoriale ha la faccia di Antonio Corvino, direttore generale di Confindustria Lecce, che con padronanza di linguaggio, tempi e tecniche di seduzione porta concetti e pensieri prima in alto e lontano, tra Camus e Sartre, poi più in basso e vicino, dalle coste del Mediterraneo alle rive dello Jonio salentino dove, racconta, l’antica e spontanea ospitalità di una semplice trattoria in riva al mare incanta e seduce il grande Predrag Matvejevic e lo induce a pensare che anche quello può e deve far parte del suo Breviario Mediterraneo, che in molti abbiamo letto, amato e riletto.

Il mosaico che pian piano si compone ai miei occhi e alla mia comprensione si arricchisce di un altro e altrettanto valido tassello con il giovane, entusiasta e partecipe Alessandro Sannino, laurea italianissima ma anni di ricerca sui polimeri presso il prestigioso MIT di Boston, oggi professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, un eloquio inevitabilmente denso di anglofonismi tecnici e il racconto divertente e pregnante di aneddoti sul primato mediterraneo del dubbio e dell’errore sui rigidi protocolli d’oltreoceano.

L’entusiasmo monta, faccio fatica a stare fermo sulla poltroncina, vorrei essere lì a raccontare di me, delle mie esperienze, della mia visione delle cose, di quanto la loro battaglia sia la mia stessa battaglia quotidiana contro l’omologazione, la rassegnazione, l’accettazione acritica di diktat e imposizioni irragionevoli, a favore della diffusione e la comprensione della bellezza, del gusto, dell’importanza della memoria, della passione e dell’amore per il proprio lavoro, del non fermarsi mai alle apparenze per arrivare sempre all’essenza profonda delle cose.

Gli interventi si sommano e si succedono rapidi, le esperienze sono le più disparate e apparentemente lontane, ma la tensione è la stessa, il linguaggio si somiglia, le parole sono note e diventano musica. Fa piacere, nel buio in cui brancoliamo,  sentire parlare di progetti, sogni, condivisioni, talenti ed eccellenze. Contributi da voci diverse, generazioni diverse, esperienze diverse da un territorio, il Salento, la Puglia, che è una tabula rasa su cui si può e si deve scrivere il futuro prima che sia troppo tardi e noi troppo stanchi.

Un signore distinto coi capelli color neve, occhialini di buon disegno e sciarpetta informale al collo presidia silenzioso il palco da quando sono arrivato. Forse ha parlato prima che arrivassi, forse non ancora. Ha ascoltato tutto con apparente distrazione, ha preso appunti e schizzato, incessantemente.  Penso con superficialità a una presenza autorevole ma non indispensabile. Alla fine, però, prende la parola e chiosa sugli interventi. Gli occhi gli s’illuminano, la voce è fresca e giovane, sembra di colpo un bambino con tutto il suo disarmante candore di fronte a una vita tutta da inventare.

Scopro che è un filosofo, si chiama Giovanni Lanzone, è direttore del Master di Business Design di Domus Academy e presidente di The Renaissance Link. Autorevole, come pensavo http://sverigeapotek.se/. Indispensabile, come erroneamente escludevo. E pure commovente. Come questo Rinascimento non più rinviabile.”

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Laboratorio per l’Accademia del Rinascimento

Venerdì, Febbraio 17th, 2012

Sono felice di comunicarti che partono i lavori di costituzione dell’Accademia del Rinascimento a Lecce.

E’ un progetto nazionale che ha le sue radici nel lavoro svolto insieme a The Renaissance Link ( www.therenaissancelink.com ) e che vedrà venire alla luce varie Accademie in Italia, tutte con il grande sogno di poter contaminare eticamente il terreno del fare e del pensare italiano per riavviare un nuovo Rinascimento…che può ripartire proprio da Sud….

Il 22 sarà, infatti, una tavola rotonda pensata come un laboratorio utile a preparare il terreno sociale, imprenditoriale ed umano che potrà dar vita all’Accademia del Rinascimento. Un progetto ambizioso: quello di restituire valore e vigore alle virtù della nostra mediterraneità che, oggi più che mai, possono ispirare un nuovo rinascimento economico ed esistenziale: bellezza, etica, vocazione, sostenibilità, natura, arte, ricchezza nelle differenze, legami con il territorio ed eccellenza del fare http://www.tadalafilotc.com/.

Presenteranno il progetto:
Giovanni Lanzone
(Presidente TRL e Domus Academy)
Francesco Morace
(Sociologo, scrittore e CEO di Future Concept Lab)
Stefano Petrucci
(Distretto Dialogoi – Autore “Comunicare Mediterraneo”)
Luciano Barbetta
(Imprenditore – Pres. Sez. Moda Confindustria Le)

Porteranno il loro contributo:
Alessandro Sannino
(Università del Salento)
Antonio Corvino
(Direttore generale Confindustria Lecce)
Alessandro Delli Noci (Officine Cantelmo)
Renzo Buttazzo (Petre)
Katia Manca (Oikos Sostenibile)
Claudio Prima (Giovane Orchestra del Salento)
Augusto Romano (Meltinpot)
Gino Tattolo (SOL Italy)
Claudio Pedone (Agenda 21)
Ettore Chiurazzi (Club Cultura Confindustria Bari e Bat)
Riccardo Figliolia
(Direttore Confapi Puglia – Distretto Dialogoi)
Andrea Montinari (Associazione Id&a)
Fabrizio Benvenuto
(Presidente Sez. Comunicazione Confindustria Lecce)
Daniela Mattia (Zen Manager Puglia)à

Scarica l’Invito 22 febbraio

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Verità e Bellezza

Domenica, Giugno 6th, 2010

Una scommessa per il futuro dell’Italia.

L’ultimo libro di Francesco Morace e Giovanni Lanzone, presentato dagli autori in Puglia: il 16 giugno a Bari presso la libreria Laterza e il 17 a Lecce presso la libreria Liberrima.

copertinavb.jpgIn questi giorni avrò il piacere e l’onore di ospitare i due autori del libro e di partecipare, insieme ad Alessandro Laterza, alla presentazione di “Verità e Bellezza”.
“Verità e Bellezza” nasce dalla pratica degli autori di condurre ed animare “The Renaissance Link”, associazione che si propone di innovare la qualità e il talento delle imprese e dei territori del nostro Paese.
La presentazione del libro è l’occasione per avviare una discussione sul contributo che ingegno e creatività, tipici dell’”italian way”, possono apportare nell’estetica, nella formazione, nello stile manageriale e nella cultura d’impresa per dar vita ad un nuovo “Rinascimento” italiano.
Vi lascio con uno stralcio del prologo del libro…
Corre l’anno 2210 e il nostro potente server di memoria organica ci permette di ripercorrere in un attimo il lungo cammino che ha condotto l’umanità verso l’attuale civiltà del Bello e del Vero. Bellezza e Verità: parole antiche che oggi, nel mondo del XXIII secolo, definiscono una nuova religione, cioè un modo condiviso di vivere e stare insieme.
Chi l’avrebbe detto 200 anni fa che l’Italia avrebbe trionfato proprio partendo da qualità rinascimentali che a quel tempo sonnecchiavano nascoste, molto nascoste. A quel tempo dilagavano inganno e volgarità. Ma poi dal territorio cominciò una faticosa ma inesorabile cavalcata verso la riconquista: prima della bellezza, poi della verità. Intorno al 2050 fu riscoperto Tommaso d’Aquino, e la sua affermazione: “non possediamo la verità, ma è la Verità – piuttosto – che ci possiede”. Il crollo del sistema mediatico e la scomparsa del broadcasting per mancanza di audience, rese possibile e concreta questa visione. La successiva e definitiva scomparsa dei totalitarismi – dopo l’ultima, ragionata, resistenza cinese – trascinò nel baratro intorno al 2100 le maggiori multinazionali, che ne rappresentavano l’incarnazione commerciale. La messa fuori legge del marketing nei decenni successivi e la recente abolizione del denaro con la definitiva affermazione di una economia di condivisione, ha riportato in auge l’ingegno e la creatività applicata così tipica dell’italian way.
Senza un nucleo di pressione globale che orienta le scelte dei consumatori, la qualità autentica della produzione italiana è emersa con forza negli ultimi decenni, nel segno di un terzo rinascimento. […] Una vocazione invincibile sulla quale è stato ricostruito con pazienza un paesaggio di credibilità e varietà, raccogliendo il meglio – non del lusso – ma dell’eccellenza. Facendo le cose nel miglior modo possibile. Mentre il lusso perdeva la sua verità, manipolando processi e prodotti all’insegna di una costruzione simbolica che non emozionava più nessuno […].
Oggi invece tutto ciò che di bello e di vero circola nel mondo ha un cuore italiano, marcando il carattere felice dell’italian way of life: dai rubinetti ai rossetti, dal cioccolato alle cucine, dai tessuti alle borse. Prodotti che si immaginava dovessero scomparire, sostituiti da chissà quali tecnologie. E che invece resistono per la loro perfezione di oggetti definitivi, troppo belli per essere messi da parte. La definitiva vittoria dell’estetica sulla funzione, che oggi ne costituisce solo una piccola parte; il trionfo dell’etica sullo status e sul prestigio. Fine dell’alta gamma e inizio di un nuovo percorso da cui è emersa l’alta intensità: un percorso inaspettato e felice che ha trionfato dopo 200 anni, compiendo la sua parabola virtuosa
.”

Ti aspetto.

Invito della presentazione del 16 giugno a Bari.
Invito della presentazione del 17 giugno a Lecce

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Nuovo Rinascimento del Sud

Mercoledì, Novembre 25th, 2009


trl.jpgVenerdì 20 novembre, si è tenuta a Milano l’assemblea dell’associazione per il nuovo rinascimento italiano: The Renaissance Link.

Dopo una introduzione di Francesco  Morace che ha esposto una sua previsione e un suo presentimento per i prossimi 200 anni (nota che sarà pubblicata su “nova sole 24ore” di giovedì prossimo), il presidente Giovanni Lanzone ha esposto lo stato dell’arte dell’associazione. Poi Emilio Genovesi ha avviato un ragionamento sulle modalità di crescita dell’associazione e su come propagare i suoi valori. Silvia Bassani ha poi presentato ai soci il nuovo sito: www.therenaissancelink.com.

Durante la navigazione Silvia è approdata alla pagina dei talenti del territorio e così sono stato chiamato fare un mio piccolo intervento che qui vi riporto…

“Buonasera a tutti e a tutte e  grazie per l’invito a portare i miei saluti.

Sono qui con la consapevolezza che questo mio intervento è un onore ricevuto: quello di poter essere parte attiva in un progetto che porterà grandi frutti. Un progetto utopico e per questo per me credibile: The Renaissance Link.

Siamo qui per lavorare insieme con idee chiare, passione per il nostro lavoro e tanto amore per l’altro affinché un Nuovo Rinascimento possa presto fiorire a favore delle nostre imprese con tutte le parti interessate nessuna esclusa, a favore dell’umanità ritrovata, a favore del pianeta, della nostra cultura e dei nostri talenti, ma soprattutto a favore di una vita più felice.

La rinascita è vicina. L’umanità è pronta a venire alla luce con una nuova consapevolezza, con nuove idee vitali, sociali, economiche e politiche.

La rinascita è vicina e se c’è un paese che può guidarla è inaspettatamente proprio quel paese in cui il degrado televisivo, della politica e della mafia costituiscono la peggiore espressione locale ed internazionale dei paesi sviluppati: l’Italia.

Ma c’è un Italia in particolare che ha questa forza, ed anche qui non deve sorprendere che provenga proprio dall’area più debole, quella più sofferente, più abbandonata e sfruttata: il Sud.

Ci sono cambiamenti che si portano avanti con idee e parole e cambiamenti che si compiono nei fatti. Quando le due cose coincidono si può assistere a vere e proprie rinascite.

C’è un pensiero, un intuizione grande che deve ispirare, ma anche azioni quotidiane che assecondano ed esplorano quella direzione. E tanta lucida follia.

A me sta capitando proprio questo: di combinare una profonda riflessione con una applicazione graduale ma immediata delle scelte fatte. 

Per questo appartengo all’intuizione di The Renaissance Link. Per questo da più di due anni cerco tracce di sostenibilità esistenziale, professionale e imprenditoriale. Per questo da un mese sono uscito dagli impegni operativi, gestionali e di responsabilità dell’ultima delle mie società rinunciando a tutte le mie fonti di guadagno.

Per dar seguito all’intuizione di un risveglio urgente per le nostre vite, per il mio sud e per l’Italia, ho bisogno di prendere una pausa. Di colmare la distanza tra il mio progetto di vita (che molto coincide con il manifesto The Renaissance Link) e la comprensione delle persone con cui devo condividerlo.

Sono qui per lasciarmi ispirare dalle vostre idee e progetti contribuendo però all’ispirazione comune facendomi portavoce di un pensiero che credo possa essere determinante per rendere possibile un nuovo rinascimento: il pensiero del sud.

La mia pausa di riflessione da un lavoro che non risponde più alla mia etica e alla mia passione la sto riempiendo di uno studio che ha un nome che è un progetto: Comunicare Mediterraneo.

La leva della comunicazione sensibile, sostenibile e costruttiva radicata sui valori della mediterraneità, potrà favorire un processo rinascimentale.

Le caratteristiche dell’Italianità sono amplificate nelle caratteristiche del Sud, nel bene e nel male. Così vizi e virtù del sud sono l’esaltazione di quelli dell’italiano.  

Attraverso il mio studio epistemologico e pratico del comunicare  mediterraneo e grazie all’osmosi con la filosofia e le progettualità di The Renaissance Link., desidero fondare un’impronta rinascimentale per le imprese di comunicazione del mio gruppo, ma anche per quelle esterne. Imprese del sud o del nord che siano.

Immagino nuove visioni per il ruolo della comunicazione, nuove finalità, nuovi linguaggi, nuovi strumenti, nuovi media, nuovi processi. Qui però per “nuovo” deve intendersi una innovazione che affonda le sue radici in un terreno culturale autentico: quello della storia, delle tradizioni, del rapporto con il proprio contesto naturale e quello del proprio genius loci.

Il sud ha molto da dire ora che per progresso cominciamo ad intendere una vita più umana, più felice, in un ambiente pulito e naturale.

Chiudo invitandovi a fare un viaggio lento al sud, non solo venendo giù a far le vacanze, ma andando nel sud come luogo dell’anima. Perché c’è un sud in ognuno di noi ed è quello che dobbiamo far rinascere.

Ora un invito a te: visita il sito di The Renaissance Link e se “senti” di voler partecipare al pensiero ed ai lavori dell’associazione per il nuovo rinascimento contattami. Ne parleremo insieme per agire insieme.

A presto

Stefano

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3 giorni con Morace

Domenica, Settembre 27th, 2009

ulivo-puglia-2.jpgQuesti giorni passati con Francesco Morace mi hanno restituito consapevolezza della mia identità e soprattutto del mio stato, del mio vivere e lavorare nel sud che non posso che rappresentare con un ulivo pugliese. Si mi sento così, sono così…come quest’ulivo, anche se con qualche centinaia di anni in meno.

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Giovedì 24 Francesco atterra a Bari con sua moglie Linda Gobbi, la donna con cui divide e moltiplica i sogni, il lavoro, il successo delle loro idee e soprattutto della loro conoscenza e sensibilità. L’idea era di rinforzare un’amicizia, di conoscerci meglio perché la visione che da poco condividiamo non può non passare attraverso lunghe conversazioni e convivialità. Francesco e Linda, entrambe sociologi, in realtà esprimono differenti sensibilità e per questo si completano a meraviglia. Lui visionario e lei ricercatrice sono un affascinante e stimolante connubio di intelligenza, cultura, semplicità.

L’arduo compito era anche quello di cominciare a diffondere il messaggio neo rinascimentale della nostra associazione The Renaissance Link qui nel sud, in Puglia. Il progetto denominato “Impronta Rinascimentale”, con il quale si sta costituendo un osservatorio di imprese di eccellenza che possano rispondere con creatività tutta italiana alla grande opportunità che offre la crisi, purtroppo non annovera ancora imprese del sud.

Il nostro quartier generale è stata la campagna salentina in cui è immersa una masseria, la mia oasi, la mia casa. Così tra una cena e l’altra, un pranzo e l’altro abbiamo incontrato solo pochissimi degli imprenditori che intendo pian piano avvicinare al progetto.

La prima visita l’abbiamo fatta a Nicola De Bartolomeo, costruttore di Bari e Presidente di Confindustria Puglia. Alla conversazione hanno partecipato anche Roberto De Donno ed Eleonora Dimola. La semplicità e simpatia di Nicola lì ha subito conquistati e lui si è lasciato facilmente conquistare da loro, dalle nostre idee e dal nostro progetto. La sua frase conclusiva è stata: “Allora, mi pare di capire che voi sociologi effettivamente potete aiutare le imprese ad orientarsi nel cambiamento. Non si finisce mai di imparare. Facciamo qualcosa, noi abbiamo bisogno di voi ma anche la politica ne ha bisogno. Abbiamo bisogno di riavvicinarci ai valori della famiglia, del lavoro appassionato, dell’etica.”

Subito dopo abbiamo incontrato Michele Laforgia promotore con Salvatore Matarrese del Distretto dell’Edilizia Sostenibile in Puglia. Grandi opportunità di sinergia sono nate in quanto il già illuminato progetto del distretto incontrava l’esperienza virtuosa di città sostenibili realizzata in Spagna, Brasile e Colombia dall’Istituto di ricerca Future Concept Lab di Francesco e Linda. La  sostenibilità è qui intesa come condizione per favorire un contesto in cui abitare restituisca dignità al quotidiano, all’uomo, alla famiglia e all’ambiente.

Cena sul Lungomare di Bari a base di pesce (che Francesco non gradisce tanto)…

La mattina successiva colazione con frullato di frutta fresca appena raccolta e prima tappa nel cuore della lavorazione della pietra leccese: Pimar di Giorgia Marrocco. All’incontro era presente anche Renzo Buttazzo, straordinario artista ed esempio del talento e della bottega artigianale. Renzo cura la direzione artistica del design delle nuove collezioni di Pimar con cui realizza anche alcune sue sculture che poi abitano gli spazi architettonici rigorosamente in pietra leccese http://www.kamagraoraljelly247.com/. Ci ha raggiunti poi anche Raffaele Cazzetta produttore di olio nonché marito di Giorgia. Ho provato emozioni forti nel veder confermata la mia idea che l’identità salentina migliore può essere espressa a meraviglia da questa pietra così ingegnosamente e creativamente scolpita e che mette in luce, in forma estetica e materica, opere della nostra cultura, dei nostri talenti, del saper fare con amore e passione. Di un riscatto silenzioso e laborioso dal senso di isolamento che provano tutti gli imprenditori-eroi del sud, causato troppo spesso dalla ignorante gestione del vivere comune messa in atto da una classe dirigente e politica miope e arrogante. Da queste dinamiche viziose nasce poi l’incapacità di condividere un percorso di sviluppo di buon senso, piantato sulla cooperazione, sul merito e indirizzato ad una visione comune, positiva, capace di premiare le eccellenze, la creatività, l’etica, la passione sana. Quante opportunità perdiamo già solo per essere sempre più concentrati a far danno a qualcun altro piuttosto che partecipare lealmente ad un progetto comune che non potrebbe che far crescere tutti e magari renderci tutti semplicemente un po’ più felici? Siamo un’inspiegabile forma di stupidità. Stiamo così creando una forma di localismo che diventa loculismo (come dice Morace). Anche Raffaele, partendo dalla sua esperienza, dal rapporto quotidiano con l’olio, sostiene di aver imparato a cercare la via dell’eccellenza lavorando nel silenzio. “Solo a cose fatte – dice – bisogna ahimè dialogare con la politica o esponenti delle diverse categorie. C’è un sistema di cose che oramai ci vuole tenere a distanza, ha paura della crescita e delle buone idee degli altri e per questo cerca e genera mediocrità boicottando quasi sempre i progetti sani”.

Anche Francesco e Linda sono stati folgorati dalle sensazioni regalateci dal lavoro, dalle opere e da quest’altra piacevolissima conversazione con imprenditori del sud.

Più tardi incontriamo Andrea Montinari all’Eos Hotel di Lecce. Il sui progetti, la catena Vestas Hotel e l’associazione Idea-design&affini, mi persuadevano della possibilità di trovare forti sintonie con la nostra associazione per il Nuovo Rinascimento. Andrea era entusiasta di conoscere Francesco ed ha compreso ed apprezzato la visione del progetto “Impronte Rinascimentali”. Anche lui ha dimostrato amore e passione per la sua idea di accoglienza e di design che esprime nei sui alberghi e negli oggetti d’arredo che lui stesso talvolta realizza.

Abbiamo pranzato nel centro storico di Lecce. Ciceri e tria hanno colpito ancora, ma anche il pane, il negroamaro e l’ospitalità.

Subito dopo, a stomaco pieno ma a cuor leggero, ci siamo diretti al Cetma, centro di ricerca di eccellenza nel panorama europeo. Abbiamo incontrato il direttore ingegner Barone ed il dirigente Orazio Manni. Le prospettive di affiancare la ricerca scientifica e tecnologica alle attività di The Renaissance Link, sono tanto sottili quanto prodigiose. La visita nei vari reparti dove ci venivano presentati gli ultimi brevetti su prodotti, tecnologie, materiali e design si è completata con una piacevole e interessantissima conversazione.

Successivamente ci aspettava un incontro al quale tenevo particolarmente: l’incontro con alcuni dei miei collaboratori e soci. Ma di questo vi parlerò nel prossimo post, perché merita uno spazio a sé.

Cena vicino Porta Rudiae a base di primitivo e negroamaro. Erano con noi anche Silvia e Sara. Latticini, sagne e turcinieddhi hanno deliziato il palato. Dialoghi su comunicazione, didattica, filosofia, Africa e Sud, hanno deliziato le nostre orecchie. Le nostre biografie si sono distese in un momento di felicità.

La mattina colazione sotto la tettoia a base di un ottimo caffè accompagnato dai nostri pasticciotti.

Ci attendeva l’ultimo incontro quello con l’editore Alessandro Laterza. Anche lui un amico illuminato. Aperitivo al sul corso Vittorio Emanuele di Bari con tavolino a metà tra il marciapiede esterno e l’interno del bar. Era con noi anche Ettore Chiurazzi di Carucci&Churazzi. Due bottiglie di buon vino bianco hanno riscaldato i nostri dialoghi, ma ancora di più ha fatto l’amabile simpatia, intelligenza e convivialità di Alessandro. Molti sono stati i temi di straordinario interesse che abbiamo toccato. Ma c’è una cosa che mi ha sconvolto un po’, forse l’unica cosa negativa uscita dalle labbra di Alessandro. Il suo timore che il Sud non c’è la faccia. “Forse la Puglia ce la fa. Bari credo di si, ma Lecce forse no.” Mi guardava fisso. Poi ho sentito su di me anche gli occhi affettuosi di Linda e di Francesco, poi quelli di Ettore. Poco prima in macchina raccontavo a Francesco e Linda alcune delle difficoltà del sud e di una città come Lecce. Dei continui ostacoli posti alle energie sane, creative ed intelligenti. Di un sistema di cose che oramai non è più solo politico, ma che entra con la sua ottusità oramai anche nelle più piccole relazioni. Dell’invidia che orienta l’esclusione sistemica del talento e del merito. Con i loro sguardi mi sentivo malato, bisognoso di cure. Compatito. E’ vero Lecce è anche questo. Lo so bene perché da sempre schivo le macerie delle mie stesse idee polverizzate dall’ignoranza, dall’invidia. Schivo le macerie e proseguo per ricostruire, per trovare nuove strade. Un sforzo enorme. Lavorare bene qui è l’arte dell’impossibile. Ed io, pazzo e forse già un po’ contagiato, mi rialzo e ci provo ancora. Lo so bene che è così, ma detto dalla prospettiva di Alessandro – non lo nascondo – mi ha fatto un effetto paralizzante.

In macchina, al ritorno, ho anche visto scendere qualche lacrima per questo. Frutto della speranza e del dolore faticoso e pungente di 17 anni di progetti imprenditoriali tutti pensati per fare la mia piccola parte per questo lembo di terra.

Francesco e Linda hanno passato l’ultima notte in Puglia alla Masseria Cimino, immersi negli ulivi secolari, tra muretti bianchi seduti su reliquie messapiche. Una pausa ideale per metabolizzare nel modo più naturale possibile il frutto delle nostre meravigliose conversazioni mediterranee.

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