Bando del Turismo da 7mil di euro
Sabato, Agosto 2nd, 2008Scarica articolo apparso il 9 agosto 2008 sul Corriere del Mezzogiorno
Il vero problema non è nell’aggiudicazione dei bandi, ma nell’impostazione!
dell’aggiudicazione opinabile. Già, perché sebbene oggi entusiasmi la bagarre (a suon di avvocati e articoli su web e stampa) tra chi contende il primato nella qualità dei progetti presentati sul bando del turismo da 7 milioni di euro, in realtà il vero problema sta a monte e cioè nell’impostazione dei bandi. Una realta’ che non si deve certamente alla mancanza di buona volonta’ dei funzionari, dirigenti ed assessori, ma a qualcosa di piu’ profondo che va ricercato nel fatto che il mondo della comunicazione con tutte le sue complessita’, sempre in divenire, è sconosciuto ai più ed ancor di più alla Pubblica Amministrazione. Dietro ad un termine così “comune” e spesso abusato, si celano infatti competenze avanzatissime, metodologie in continua evoluzione, tecniche, procedure, sistemi, sensibilità, esperienze e capacità che non sono alla portata di tutti. Quando si scrive un bando di gara per mettere in moto la creatività e la comunicazione per il raggiungimento di obiettivi chiari si deve ricordare che si ha a che fare con materia tecnica ed oserei dire anche “scientifica”. Tutto il contrario del “fai da te” che spesso s’incontra in questi casi. In questo senso il bando per la promozione turistica della Puglia, è un caso eclatante ma non certo isolato. Centinaia di milioni di euro di danaro pubblico ogni anno vengono spesi male in comunicazione perché gestiti attraverso bandi-progetti impostati senza rispondere ad alcun criterio tecnico di efficacia ed efficienza. Ma di questo problema la Commissione Editoria e Comunicazione già se ne sta occupando con la collaborazione dell’Ente Regione. I 7 milioni di euro che stanno per prendere il volo verso per un programma di promozione dell’immagine turistica della Puglia, agli occhi di un tecnico della comunicazione appaiono effettivamente come uno sperpero. E a vantaggio di chi? Non certo dell’immagine della Regione, né delle tasche dei contribuenti. Evitando le considerazioni tecniche, riterrei però giusto accennare alla totale assenza di criteri strategici, economici, metodologici nell’elaborazione del piano di comunicazione già impostato .
Solo un piccolo esempio: nel piano di comunicazione vengono previste stampe per milioni di pezzi di brochure, cataloghi ed altro. Mentre oggi, chi fa il nostro mestiere, sa bene che si possono utilizzare mezzi molto più efficaci, più economici, più produttivi in termini di ROI e di maggior rilievo in termini di immagine, posizionamento e vendite. La multicanalità e il web offrono alternative migliori più performanti e con costi economici e sociali inferiori. Ma noi continuiamo ad abbattere le foreste per produrre carta da macero con i soldi pubblici. Sapete che neanche un’euro dei 7ml viene destinato dal bando alla creatività e alla progettazione? In sostanza non si chiede la creazione di valore aggiunto per mezzo del pensiero creativo e progettuale dei candidati, ma esclusivamente la produzione e vendita di merce. Vince come al solito la quantità e non la qualità, la merce e non le idee. Sapete quanto capitale intellettuale specializzato deve essere impiegato per realizzare un progettodi comunicazione di questo livello? Quante giornate/uomo devono essere investite? Eppure neanche un euro è destinato a ciò. Come dire che il tempo, l’esperienza ed il lavoro dei professionisti valgono zero rispetto alla merce che invece viene valorizzata e pagata. Ma se è così perché qualcuno poi giudica il “progetto creativo” se nessuno lo paga? Alle imprese della comunicazione spetta poi il compito di trarre qui e là margini dalle subforniture per ripagare il proprio lavoro.
La soluzione c’è (avanzata in qualche modo anche dalla Consulta coordinata da Franco Liuzzi), e viene messa a disposizione della Regione Puglia dalla Commissione Editoria e Comunicazione di Confindustria Puglia che, attraverso un Protocollo d’ Intesa (ancora alla firma), rende disponibile gratuitamente esperti della comunicazione per affiancare l’Ente nella predisposizione, la redazione e la pubblicazione di avvisi, bandi e disciplinari di gara, relativi a prodotti e azioni di comunicazione di interesse pubblico, e nella successiva assegnazione dei relativi lavori.
Spesso i bandi sulla comunicazione, nascono con il peccato originale di invitare a gara tutti a tutto, creando confusione sul mercato. In realtà esiste una filiera nella comunicazione e andrebbe rispettata e valorizzata. Per questo i bandi come quello del turismo da 7mil sarebbe dovuto essere diviso in 3: uno dedicato alla parte strategica, creativa, progettuale e di pianificazione (agenzie di marketing,comunicazione); uno dedicato alla produzione (tipografie, case di produzione audio-video, ecc.); uno dedicato alla diffusione (media, concessionarie,ecc.).
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