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Scritti

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Vale la pena vivere solo ciò che può essere raccontato.

Se poi sono parole scritte a farlo si vive due volte, infinite volte.

Non c’è un ordine a ciò che ho scritto nella mia vita. Scrivo per lavoro, per amore, per sognare, per dimenticare, per incoraggiare. Per segnare il passo al mio tempo.

Da qui un elenco disordinato di alcuni ritagli di scritti presi qua e là da pubblicazioni o anche da documenti un po’ più privati.

Se io sono il risultato di ciò che scrivo allora forse io non sono…


Lava
Mi devo fermare.
Li devo fermare i miei pensieri.
Continuano a uscire incontrollati come fiamme dalla bocca di un vulcano.
Alcuni sono come lapilli velocissimi lanciati nel cielo e destinati a disperdersi.
Altri sono fasci di luce che, dopo salti mirabolici, ricadono dritti nella pancia. Un po’ tagliano un po’ rinfrescano. Un po’ rinvigoriscono i fiumi interni.
Altri ancora sono più lenti. Nel tentativo di uscire ne portano con se altri; e si ingrossano. Si nutrono di ciò che sta nelle viscere. Rallentano la salita, ma ora cominciano anche ad uscire e si snodano piano scendendo a miei piedi. Fuori sono asciutti ma dentro sono lava. Calano mansueti ma travolgono tutto.
Da qualche parte li devo pur mettere.
Vorrei darli a lei. Rinfrescati di sorrisi e profumati di rose.
Ma lei non c’è.
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Sulle ali del pensiero…Il sole si è nascosto,
ma che importa.
Ora hai me,
dopo un lungo viaggio nel vento,
caduta tra le tue mani
sotto i tuoi occhi.

Aspetta,
non guardare ancora.
Sarebbero solo macchie nere
nel bianco opaco di carta.
Lascia tutti i pesi
nella città
e portami a piedi nudi
dove la sabbia è più umida.

Ecco, ora il foglio è oceano
e le righe sono creste d’onda.
Sento che ti avvicini.

Lettere e spazi
si animano
per scrivere una storia,
quella che vuoi vivere.

Le vocali sono canti di sirene.
I punti sono tagli nella carne.
Le virgole viaggi nel tempo.

Ora mi regali una lacrima
e piove sul foglio.
Si annidava lì, lo so,
in quel luogo profondo
che solo la parola
sa indagare.

Non c’è gioia senza dolore
ed ora sei leggero
e puoi volare.
La storia che hai letto,
dopo la sabbia e il mare,
ti fa toccare il cielo.

Sei ricco lì,
in aria
lì, dove solo
la poesia ti può portare.
E torna il sole.
Lì,
dove finalmente
puoi aprire le ali,
le ali del pensiero.


Cerco solo un inizioConosci una nuova nausea. Tu che hai amato il prodigio che ogni volta si rinnova quando da una sequenza di lettere dell’alfabeto nasce una storia. Vocali e consonanti che si uniscono dando il nome a cose, personaggi. Parole che si animano con i ferri della grammatica creando i paesaggi dell’immaginario. Punti e virgole che ti conducono nel tempo aprendoti a sogni e scoperte.Rigo dopo rigo l’evento si compie e tu ti commuovi di fronte all’arte che riesce ad indagare il tuo cuore. Le mille storie che hai letto hanno illuminato i tuoi angoli più nascosti e quelle che hai scritto sono la piccola eredità che hai scelto di lasciare.Tu che saresti capace di vivere una intera vita solo per scriverla.
Tu che credi che le lamiere, le fatiche, gli abiti, le chiacchiere, il corpo, gli odori, il sesso, le strade, i fiori potrebbero non avere senso se non potessero far parte di una storia d’amore che va raccontata. Che le case le cose le chiese, le mamme le nonne le ninna nanne, la notte le cotte le botte le rotte, hanno un suono particolare solo se infilate in storie uniche.
Proprio tu che credi che vale la pena vivere solo ciò che si può vivere due volte: prima e dopo la scrittura.
Proprio tu, ora, non sopporti neanche una virgola perché rimanda ad un tempo imperfetto. Odi il punto che taglia senza possibili ricuciture. Le vocali diventano afone e sono aborti di parole quelle che scrivi.
Pensieri mercenari. Forzàti ad entrare negli spazi stretti dei segni dell’alfabeto. Dati in pasto ad una storia la cui fine è stata decisa a tavolino.
Non c’è intesa, non li vedi più fluire complici per intessere la magia di una storia.
E’ come se stessi facendo l’amore con una donna che non ti ama. Tu sei pazzo di lei. Il fuoco ti brucia e ti costringe ad andare avanti anche se lei non ti ama. E tu stai male perché sai che potrebbe essere meraviglioso ed invece diventa innaturale. Non è quello fare l’amore. Non è questa la storia che vuoi scrivere.
Stai violentando te e la tua storia.
E allora perché continui a scrivere? Rovinerai tutto.
Faresti bene a lasciare quel groviglio d’amore lì in gola. Meglio lì che infilato per forza in delle righe estranee.Leggi tutto


UrleròNo. No. Non lo tieni.
Senti?
E’ lì. Strozzato in gola.
Fallo uscire. Lascialo andare.
Apri quella cazzo di bocca
e dagli fiato con tutta l’aria rabbiosa.
Avevi scelto lei
per liberarti.
Avevi solo lei
per veder la rabbia farsi amore.
Adesso lei non c’è.
Sei solo.
E la rabbia è rabbia.
E l’amore è strozzato.
Vedi?
Rabbia e amore sono lì,
insieme aggrovigliati.
Guarda che se non gli dai fiato
faranno odore di morto.
E dai, grida.
Gridalo a tutti che lei non c’è.
Cazzo grida.
Gridaaaaaa.
Confessa che la ami.
Che ti fa male
non incontrare i suoi occhi.
Che l’unico suono che vuoi
è la sua voce.
Che la tua pelle è deserto
senza le sue mani.
Cacciati dentro quella cazzo di bocca
la mano con tutto il braccio
Sfonda tutto,
ma scendi giù.
Prendi ciò che devi
e tiralo fuori.
Presto, fallo respirare.
Sbrigati, cosa cazzo aspetti.
Lo capisci che se ti muore dentro
morirai tu, ancora.
Si morirai ancora.
Forza, così.
Ora tira via l’intestino,
legaci al palo l’edificio.
Vada a farsi fottere.
Appendi la milza
al semaforo.
Che ci sbattano contro.
Avvelena i tuoi conti
con quella suola di fegato.
Sfila le autostrade di nervi
e mettile al collo
dei tuoi schiavi tuoi padroni.
Si, sei a metà dell’opera.
Continua, continua.
Ci sei vicino.Leggi tutto…


 Lì, resta l’incontrarti.

Aspetta.
Sciogli i binari intrecciati.
Oscura la luce.
Brucia i colori.
Frena i rumori.
Muovi le braccia e caccia tutto.
Fermati nel vuoto e
Ricorda.
Ascolta le tue voci lontane.
Vedi che sorridi?
Non è bastata la terra
che hai buttato sopra.
Si, ora sfiora i tagli.
Luogo di vita e di morte.
Dalle dita risorge la tua musica.
Fa male, ma non smettere.
Toccale ancora quelle corde.
E’ lì che ti ho conosciuto.
Lì, resta l’incontrarti.


Silenzio

Starei ore ad ascoltarti.
E invece eccoti lì nel silenzio.
Eccomi nel silenzio.
Un silenzio rock.


E’ il momento dell’amore.

Lento esplorare sapori d’oasi.
Così è il tempo preludio d’amore.
Lento, lento sfiorarsi d’amore.
Le dita sulla pelle
sono i passi di chi ha trovato la via
e, a piedi nudi, non teme tagli.
Lo scudo d’amore sa sprezzare la paura
anche se il nemico e lì davanti.
La sabbia della pelle
sotto quei passi
si fa calda
come al primo sole dell’alba.
E si smuove.
Vive.
Attraversata da fiumi
che sfociano da intimi pensieri.
Ritratti di sé che si riconoscono
alla luce di un nuovo risveglio.
Salgono i fumi
dai corpi sfregati.
Si abbracciano in un odore nuovo.
E noi lo guardiamo
con ammirato sospetto.
Labbra che giocano
e giocando si sorprendono.
Delizia sei.
Gli spigoli delle tue difese
si fanno braccia che mi stringono.
Caldo conforto
che non osavo chiederti.
Tu me lo offri con tenera forza
che solo l’indifeso amante
sa sferrare.

Leggi tutto…


Un lido per me.Perché sei venuta nella spiaggia della mia vita?
Dove contemplo il mare riscaldando i miei sogni lontani.
Perché mi sai amare?
Perché la tua mano mi guida in caldi vapori
di acque di montagne ghiacciate?
Perché in te la mia schiena riposa?
Perché sorridi così?
Non sai quanto sei bella?
Beh, allora perché mi sorridi così?
Ora sarò costretto ad amarti.


L’acqua nel deserto
Aveva sempre qualcosa da fare: un lavoro da svolgere, una partita da giocare, compagnie da alternare, feste da organizzare, un viaggio da preparare, un amico da ascoltare, donne da amare, nuove storie da cominciare.
Aveva bruciato tante tappe. Negli studi completò la sua laurea con qualche specializzazione. Nel lavoro si buttò fin da 16 anni realizzando più di un’iniziativa di successo. Non praticava mai meno di due o tre sport a stagione. Non mancava mai alle feste perché amava la notte, la musica, la gente che si diverte e le belle donne. Beveva molto e non si ubriacava. Fumava e gli piaceva perché lo portava lontano, con i suoi sogni.
Niente sembrava gli mancasse,…Leggi tutto

Caustico amareNon sai quanto amo le tue spine?
I contrasti taglienti del tuo caldo e del tuo freddo.
La tua tenera durezza. Il tuo aspro miele.
Il tuo dolce caustico amore.
Mai insipido. Piccante come un desiderio sempre acceso.


Allora?
Perché sei venuta a trovarmi?
Non sapevi che eri ciò che aspettavo?
Ed ora te ne vai.
E tu?
Mio dolce amore interrotto,
mio sogno segreto,
tu, dove andrai?
Chi sarai? Cosa conserverai?
Avrai abbracciato finalmente la vita?
Avrai fatto esplodere le dighe che frenano il tuo fiume?
Se così sarà,
avrà avuto un senso incontrarmi,
amarmi un po’.

 13dicembre1997.pdf

blu-balocco.jpg di notte nel blu Balocco 1994

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