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Nuovo marketing dall’Identità Mediterranea

Autore Teto | 30 Marzo 2009

Carissimo Giampaolo (Fabris) ,sono davvero felice di averti incontrato, conosciuto un po’.

Innanzitutto grazie davvero per averci regalato “societing“, un nuovo termine con cui dare i natali al nuovo marketing. Come ti ho detto, più volte ho manifestato ai miei colleghi l’urgenza di scrollarci di dosso quel termine obsoleto già al suono, dalle nostre parti sempre mal interpretato e soprattutto assolutamente lontano dalle attuali e benefiche evoluzioni dei contesti sociali e di mercato.

Giusto un anno fa, nel marzo 2008, fui fortunatamente folgorato sull’ennesima via per Damasco e mi svegliai, stordito più che mai, dal sonno profondo e colpevole nel quale da oltre 15 anni ingenuamente davo forza al lato oscuro del marketing. Sono sempre stato dell’avviso che il marketing ed ancor di più la comunicazione siano delle armi così sofisticate e potenti da dover essere maneggiate con cura e soprattutto utilizzate per obiettivi leciti. Sono anche sempre stato dell’avviso che il ruolo della comunicazione non si debba attivare a valle del processo di produzione ma a monte. Eppure non solo le nostre competenze sono quasi sempre attivate solo quando si tratta di vendere un prodotto, ma sono state al servizio di prodotti che innescano un indotto di costi pesantissimi e sempre occultati che poi si abbattono sul sistema ambientale, sociale e finanziario.

Mi sono sinceramente accorto di essere un fallito nella mia competenza. Come potevo non accorgermi degli effetti negativi di alcune dinamiche di produzione che poi io mi accingevo peraltro a fare crescere mettendoci dentro la spinta delle leve del marketing e della comunicazione?

Così il mercoledì 30 aprile del 2008 chiesi a tutte le società del Gruppo Oltrelinea (www.oltrelinea.eu) soci, dipendenti e collaboratori di fermarci. Chiusi per un giorno le attività e ci incontrammo in masseria per trovare insieme la giusta strada che ci consentisse di fare un’inversione ad “U”, come consumatori e come produttori. Da quel giorno il processo culturale di cambiamento all’interno delle mia agenzie ha cominciato a dare i primi frutti.

A giugno fondammo Social key (www.socialkey.org), una società che ha come scopo l’individuazione di nuovi modelli di business eco-socio sostenibili e progetti comunicazione sociale fondati prevalentemente sulla rete e sui social media.

Nel settembre 2008, in occasione della seconda edizione del nostro grande evento RING (www.ringgrandearena.org), abbiamo voluto invitare il mondo “marcom”, le imprese, le università e le autorità a confrontarci per individuare insieme nuovi modelli di competitività sostenibile. Il titolo era: Next Mediterranean. Attivammo un istant blog (www.nextmediterranean.org) nel quale raccogliemmo i contenuti dell’evento man mano che venivano prodotti ed avviammo un dialogo aperto in rete per generare idee e progetti che potessero guidare non solo il nostro settore ma l’intero tessuto produttivo e sociale del Mediterraneo verso una visione di un futuro più sostenibile, credibile, duraturo. Fu entusiasmante incontrare tante persone che cercavano un luogo così per potersi esprimere e confrontare sildenafil otc.

Ora, caro Giampaolo, a ottobre è prevista la terza edizione di RING. Non ti nascondo che avendoti incontrato vorrei poter pensare di dare una forte accelerazione a questo processo di confronto e cambiamento avvalendomi della tua preziosissima collaborazione. In particolare vorrei poter contribuire a far crescere un nuovo senso di fiducia, nuove prospettive per tutti ed in particolare per noi del sud. Troppo spesso non siamo stati capaci di renderci conto dell’enorme ricchezza sulla quale siamo “seduti”. La nostra identità mediterranea, la nostra cultura, sensibilità e capacità di vedere oltre senza mai allontanarci troppo dal “contatto umano” e dalle nostre radici, credo siano leve fondamentali per un nuovo modello di marketing…ops! …”societing”. Un modello antico del quale domani ci sarà bisogno. Un modello fondato non più sul profitto, sull’interesse privato e sul breve termine, ma sul benessere comune e a lungo termine.

Stefano Petrucci

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