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M’inverto: fare ed avere di più con di meno!

Autore Teto | 2 Maggio 2008

MEETING per un’azienda attenta

Il gruppo Oltrelinea, sempre più sensibile ai temi della sostenibilità sociale dei consumi e delle produzioni, decide di ritirarsi nei recinti della Masseria Erchie Piccolo per riflettere sulle responsabilità ed opportunità che si aprono nello svolgere il nostro ruolo di consumatori e professionisti con una inversione ad “U” del nostro approccio di problem solving. 

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Stiamo sbagliando tutto. Come consumatori e come attori della produzione stiamo sbagliando tutto. Da tempo mi interrogo su quali siano le possibili soluzioni pratiche per contribuire, nel nostro piccolo, ad invertire la tendenza del nostro sistema economico sociale mondiale alla distruzione del globo. Siamo tutti schiacciati da un’accelerazione disumana che ci porta ad acquistare e produrre come automi. E ciò che acquistiamo e che produciamo contribuisce ad aumentare la schiavitù. Schiavi del tempo, schiavi di ciò che ci viene offerto, ma schiavi anche di noi stessi.Il 13 aprile scorso Report di Rai 3 ha dedicato una puntata a questo tema. La notte non ho preso sonno! “Sono un’idiota, sono un ignorante.” Questo mi sono detto. Non sono libero perché compio azioni inconsapevoli, come consumatore sono un pazzo e come produttore un superficiale. Se non hai visto quella trasmissione di prego di farlo http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5e23%5e74752,00.html  oppure leggi il testo. Credimi, è urgente che anche tu sappia. Non avrei mai pensato che acquistare insalata lavata, tagliata ed imbustata è un piccolo gesto quotidiano -che molti compiono perché non c’è il tempo di comprare l’insalata in una fattoria o da un ortolano- che non solo crea un danno economico ed ambientale enorme, ma soprattutto diventa la fredda rappresentazione di quanto ci siamo allontanati dal contatto con la terra, con la vita, con il tempo dedicato a noi e alle piccole cose di cui abbiamo bisogno. Mangiamo pomodori senza proprietà nutritive, fragole a dicembre, kiwi prodotti in italia, carote tagliate, bistecche gonfiate. Possiamo dire peggio per chi lo fa. Non è così, guardate il servizio di Report e poi ditemi se non è urgentissimo bloccare questa pazzia. Intorno al cibo gira tutto: industria chimica, petrolio, trasporti, metalmeccanica, distribuzione, packaging, marketing e comunicazione. Tutto coinvolto in un processo malato e suicida! E come attore della produzione? Come imprenditore che crea imprese pronte ad erogare prodotti e servizi? Cosa sto facendo? Che danni creo? Come sto orientando il mio marketing e le mie soluzioni di comunicazione?Mi occupo di strategie di impresa, di soluzioni marketing e di comunicazione. Credo che siano leve così potenti da risultare armi vere e proprie. Ed allora, se sono armi, ho la responsabilità di usarle in modo costruttivo o perlomeno non distruttivo. Oggi il nostro mestiere offre una grande opportunità: quella di offrire soluzioni ad altissimo impatto comunicazionale e a bassissimo impatto socio ambientale, ad altissima interazione con il target e a bassissimo costo. Le tecnologie e new media offrono questo. Internet offre nuove opportunità di rinascimento democratico anche per questo, perché da la possibilità a chi ha buone idee di svilupparle con poco ottenendo grandi risultati. Aiuta a sviluppare e valorizzare la componente che per eccellenza distingue l’uomo dalle bestie: la creatività. Ed allora, se tutto questo è vero come mai dalle agenzie di comunicazione non escono soluzioni così. Non c’è tempo, si dice. Il cliente vuole tutto e subito, ma soprattutto non vuole rischiare con comunicazioni troppo innovative (il cliente italiano ovviamente). Ecco allora piani di marketing e comunicazione uno la copia dell’altro. Unico campo di azione della “creatività” resta quindi il messaggio, nel suo contenuto, nel suo linguaggio. E così continuiamo a stampare manifesti, brochure, fare spot, eventi costosi e ecologicamente impattanti. Non voglio dire che ciò non si debba più fare ma va bilanciato meglio con mezzi, idee, azioni che portano maggiori risultati con minor impiego di risorse…tranne due: il tempo e la creatività. C’è bisogno di recuperare il tempo che ci viene sottratto dal sistema per cose inutili per metterlo a disposizione della nostra creatività.

E’ questo il tema su cui ci siamo voluti confrontare noi di Oltrelinea, e così, mercoledì 30 a casa mia si è svolto un incontro per interrogarci sul nostro ruolo di consumatori individuali (come persone), collettivi (come gruppo di lavoro che consuma materiali ecc.) e soprattutto come professionisti.Ecco come si è svolto l’incontro (guarda la fotogalleryhttp://www.stefanopetrucci.com/?page_id=265&page=265&nggpage=10 ): 

Ore 13.00
assaggio di prelibatezze biologiche
a cura di Liliana Coppola

INTERVENTI (dalle 14.30 alle 16.00):

sul tema dell’agricoltura biologica:
Mimmo Ciccarese
Consorzio Puglia Natura
tecnico ICEA (Istiuto Certificazione Etica e Ambientale)
collabora con AIAB

sul tema del recupero creativo dei materiali:
Luciana Delle Donne
Officina Creativa

sul tema degli eventi ecosostenibili:
Dario Falsanisi
Treendy.org

sul tema del turismo responsabile:
Sergio Fadini
presidente nazionale dell’Associazione Il Vagabondo

sul tema della mobilità sostenibile:
Rino Carluccio
urbanista

sul tema della vita sobria e sviluppo sociale:
Angelo Salento
docente di sociologia dei processi economici
Università del Salento

…A seguire un dibattito su come attuare idee condivise che riguardano i temi trattati in Oltrelinea.

Presto verrà aperto un blog specifico su cui ci aspettiamo che anche tu dia il tuo contributo. In una prossima newsletter ti darò il link, ma intanto sarei felice di raccogliere su questo post la tua idea.Grazies

Categoria: Articoli | 7 Commenti »

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7 Risposte a: “M’inverto: fare ed avere di più con di meno!”

  1. Davide diurisi scrive:
    2 Maggio 2008 ore 10:09

    … il blog … perfetto strumento in cui confrontarsi … ma poi usciamo allo scoperto e facciamoci dare un voto … facciamoci prendere le misure ! Creiamo ciò che domani sarà una best practice richiesta … Probabilmente (e grazie!) siamo le persone giuste nel posto giusto (sul web) al momento giusto !

    Warmest regards ! Dav !

  2. angelo di stefano scrive:
    3 Maggio 2008 ore 10:24

    anche io sono disperato, ho tre figli e quando penso che potremmo dare una svolta ho dei brividi…qualcuno deve e ripeto deve incominciare…ripeto incominciare. indicare una strada e farlo in modo concreto. come davide diurisi condivido il blog ma solo come strumento iniziale e poi usciamo allo scoperto e facciamoci dare un voto e creiamo un modello. io posso mettere a disposizione due ettari di terra e tanta voglia di cambiare.

  3. Roberta De Lorenzis scrive:
    4 Maggio 2008 ore 09:20

    Ciao Stefano,
    ti scrivo per ringraziarti per la piacevolissima giornata trascorsa tutti insieme mercoledì a casa tua e per aver affrontato un argomento molto importante come quello della sostenibilità sociale dei consumi e delle produzioni. Ho visto Report il 13 aprile e sono rimasta colpita da alcune affermazioni fatte dal presidente della federdistribuzione Paolo Barberini:
    “Allora dobbiamo vedere quella che è la base prodotto e quella che l’aggiunta di servizio, un prodotto di questo tipo ha un servizio insito nel prodotto stesso che è assolutamente enorme, dalla quantità di tempo che non fa spendere alla massaia nell’acquisto, alla quantità di tempo che non fa spendere alla massaia nel lavaggio, nel tagliarle e nel fare tutti quelli che sono gli atti quotidiani. Adesso purtroppo il tempo è tiranno per cui si preferisce, in alcuni casi, spendere più in servizio che non nel prodotto”.
    Un po’ di tempo fa il programma televisivo “le Iene” ha mandato in onda un video sulle insalate tagliate e confezionate, facendo delle analisi su quelle insalate i risultati emersi erano assai devastanti!!!!! Altro che servizio! Fortunatamente ho un papà che ama la campagna e sin da piccola mi ha insegnato il valore della terra e dei suoi frutti genuini…
    La globalizzazione ci ha fatto perdere la cognizione del tempo, dei sapori, degli odori…molti acquistano pomodori, olio e tanti prodotti provenienti da altri paesi di cui spesso non sappiamo neanche dove sono collocati geograficamente,o prodotti nel nostro Paese … tutto tagliuzzato, imbustato, tutto gonfiato o inscatolato…perché è business.
    Desiderare le fragole d’inverno e mangiarle in estate ha un sapore unico che averle tutto l’anno. Questa economia del “troppo benessere” ci sta portando a non saper più desiderare … a non saper più sognare … anche i nostri pensieri tagliuzzati e imbustati? Questo è il nostro destino?
    Ma siamo consapevoli che le conseguenze di tutto ciò avranno costi maggiori in futuro non solo per la salute ma per l’economia stessa? Che mondo stiamo lasciando alle generazioni future?
    E’necessario recuperare il tempo… Sono pienamente d’accordo…sono troppe le cose inutili…è necessario investire le proprie risorse in modo intelligente … creare un’economia “innovativa e biologica” e ridare vita ai nostri sensi da troppo tempo messi a tacere.

  4. Teto scrive:
    4 Maggio 2008 ore 14:41

    E già Angelo, oggi se si guardano i 2 ettari con un occhio diverso, forse possono davvero tornare ad essere un patrimonio. Conoscere la terra, assecondare le stagioni, crescere e raccogliere ciò che ci è dato è una ricchezza che stiamo perdendo a caro prezzo. I nostri figli sono fortunati se potranno contare su qualcuno che gli ricorderà tutto questo. Stiamo perdendo la conoscenza più importante dell’uomo, quella che può garantirgli la sopravvivenza. Accettiamo la sfida, proviamo da subito a creare le condizioni affinchè le cose comincino a tornare ad essere umane e vivibili. Piccoli passi di tanti uomini creano nuove mete.
    s

  5. Teto scrive:
    4 Maggio 2008 ore 15:10

    Cari amici, (…tratto da http://www.avvaz.org)

    I prezzi in salita vertiginosa minacciamo di far morire di fame milioni di persone e metterci tutti in pericolo–firma subito la petizione per fermare la crisi alimentare

    Avete notato i rialzi dei prezzi degli alimentari facendo la spesa? Ecco perche’–stiamo precipitando in una crisi mondiale di cibo. Prezzi in rialzo forsennato stanno mettendo in difficolta’ miliardi di persone e causano rivolte per il cibo dal Bangladesh al Sud Africa. Le Agenzie per gli aiuti dicono che oggi 100 milioni di persone in piu’ sono a rischio di morire di fame. In Sierra Leone il prezzo di un sacchetto di riso e’ raddoppiato, ed il 90% dei cittadini non se lo puo’ piu’ permettere. Timori di inflazione attanagliano il mondo intero, ed il peggio potrebbe dover ancora venire.

    Dobbiamo agire subito–prima che sia troppo tardi. Mentre Ban Ki-Moon tiene un incontro ad alto livello su questa crisi all’ONU, stiamo lanciando una campagna urgente insieme al Ministro degli Esteri ed attivista per i diritti umani Africano Zainab Bangura. Clicca sotto per vedere il video di Zainab ed aggiungi il tuo nome alla petizione per la crisi alimentare- -abbiamo bisogno di raccogliere 200,000 firme entro la fine della settimana per far sentire un potente grido globale ai leader dell’ONU, del G8 e dell’Europa:

    http://www.avaaz.org/it/global_food_crisis/23.php

    I prezzi di alimenti di base come grano, mais e riso sono praticamente raddoppiati, e la crisi sta sfuggendo al controllo — quindi chiediamo azioni immediate sulle derrate alimentari di emergenza, sulla speculazione e le politiche dei biocarburanti, mentre chiediamo che i prossimi summit affrontino i problemi piu’ gravi di investimenti e commercio.

    La crisi globale del cibo tocca ed unisce tutti, creando uno tsunami di fame per i poveri, danneggiando le economie e mettendo in difficolta’ molte persone anche nei paesi ricchi. Ma le soluzioni possibili se i leader si muoveranno rapidamente–firma subito la petizione dal link qui sotto, e poi gira questa m ail e chiedi ai tuoi amici e familiari di farlo anche loro:

    http://www.avaaz.org/it/global_food_crisis/23.php

    Con speranza,

    Paul, Galit, Ricken, Graziela, Iain, Mark, Pascal e tutto il team Avaaz

  6. Comunicazione ed interazione per un nuovo Mediterraneo di Pace | Stefano Petrucci scrive:
    27 Settembre 2008 ore 19:14

    [...] Personalmente la più grande soddisfazione è vedere propagarsi a macchia d’olio un’idea, un desiderio, un’esigenza stringente che nella passata primavera si è impadronita di me. Il 2 maggio organizzai una giornata di riflessione con i miei colaboratori da l titolo “M’inverto”. [...]

  7. Lentezza liberata | Stefano Petrucci scrive:
    6 Aprile 2010 ore 08:07

    [...] due anni che sono stato assalito dall’urgenza di cambiare quasi tutto nel mio lavoro (vedi “m’inverto”)  e quindi in una parte importante della mia vita. 20’anni da imprenditore nel Sud non sono [...]

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