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Creatività e Design

Autore Teto | 25 Aprile 2008

Ieri sono andato a far visita in una scuola di Racale (Le). Mi aspettavano per un incontro sulla creatività nell’ambito del progetto l’Imprenditore è Valore, che il prossimo 12 maggio vedrà il suo avvio ufficiale attraverso un convegno che si terrà all’Ecotekne. 

Poco più di un’ora a riflettere con una classe di 17-18enni, sull’importanza di difendere una delle qualità più sublimi dell’uomo, forse l’unica, quasi al pari della fede, capace di creare le condizioni per la felicità e la libertà: la creatività.

Sempre più i giovanissimi sono mortificati proprio in quello, e cioè nella speranza che avendo la capacità di sognare si ha la possibilità di vivere meglio. Il cambiamento di cui necessita l’Italia è proprio questo: invertire completamente il circolo vizioso che mortifica e sfrutta la creatività di molti a vantaggio della conservazione del potere di pochi, volturandolo in un circolo virtuoso capace di premiare e “pagare” la creatività dei tanti talenti che ancora scappano dal sud e dal nostro paese.

Con loro abbiamo ragionato su cos’è la creatività e a cosa serve, chi è creativo, cos’è una “cosa” creativa, come si diventa creativi, come funzionano i processi creativi. Abbiamo posto l’attenzione sui flussi creativi individuali e quelli che scaturiscono da gruppi di persone. L’attenzione poi si è spostata sulla creatività come leva fondamentale per il benessere aziendale, non solo per il suo fatturato e la sua competività, ma anche per la salute dei rapporti interni, per la freschezza degli stimoli che è capace di generare. Per gli indirizzi più sensati e strategici che riesce ad offrire.

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La Creatività nell’impresa intesa come Design.

Il vero viaggio di scoperta non è cercare terre nuove, ma avere occhi nuovi” (Proust)

È con occhi nuovi che bisogna guardare problemi vecchi, da tempo insoluti, è con occhi nuovi che bisogna riguardare la realtà nota perché è solo attraverso l’intuizione creativa che i problemi complessi trovano soluzioni eleganti.
La creatività costituisce il fattore produttivo di maggior valore tra le qualità dell’imprenditore e dei suoi collaboratori. Creatività intesa non come capacità estemporanea di stupire con effetti speciali, ma di progettare soluzioni efficaci, efficienti ed originali ed utili. La creatività è di difficile espressione in Italia ed nel sud in particolare perché per emergere ha bisogno di un contesto e un sistema premiante che sappia valorizzare le capacità delle risorse umane piuttosto che i soliti raccomandati. Un sistema esterno (infrastrutture, servizi, legalità, meritocrazia, ricerca) ed un sistema interno all’azienda (visioni di lungo termine, formazione, comunicazione interna, tecnologie, empowerment). La creatività è un processo positivo e collaborativo che con diificoltà riesce a farsi largo in modo sistematico anche in alcune delle nostre imprese ma ancora troppo poco nelle università e nella pubblica amministrazione.
L’imprenditoria, perché sia fruttifera, dovrebbe quindi svecchiarsi, allentando la dipendenza dal patrimonio di pratiche sedimentate nelle procedure e applicare i principi del cosiddetto “design thinking”, affidando l’innovazione alla creatività intesa come leva di sviluppo futuro e come soluzione a problemi articolati. Così come avviene nel processo di creazione per il design, l’impresa che si serve della creatività deve operare considerando tutti gli elementi del problema e immaginando diverse alternative per la sua risoluzione, scegliendo poi intuitivamente la soluzione che fa la differenza nel raggiungimento del risultato. Sposare poi la migliore strategia ad un prototipo funzionale ed elegante nella forma, costituisce il valore aggiunto, quell’unione tra forma e funzione che stupisce sempre del design.
Il design stupisce sempre per la capacità con cui coniuga insieme funzionalità e gusto estetico, fornendo soluzioni pratiche a bisogni e necessità noti ma prima irrisolti, attraverso scelte innovative e componenti inusuali. Il design si presenta come un “piano per combinare elementi in modo da raggiungere un particolare obiettivo nel modo migliore”, è quindi una struttura fortemente orientata alla soluzione, un processo mentale – prima che di realizzazione – capace di trovare la soluzione migliore ad un problema complesso.
È nella sua capacità di fornire soluzioni innovative che la creatività può essere pensata come il design nelle linee di generazione del pensiero ed entrambi essere rappresentati da un diamante: partendo dal problema iniziale si delineano numerose soluzioni, ma si restringe il raggio d’azione fino ad individuare la soluzione giusta.
Chi fa da filtro in questo processo, basandosi su una salda struttura di conoscenze, competenze e know how da cui non si può prescindere, è l’intuizione creativa. L’intuizione creativa nasce nell’inconscio, in quella parte della mente umana che sfrutta capacità e risorse che vanno aldilà delle conoscenze acquisite e della razionalità. La mente umana, alle prese con un problema complesso da risolvere, si può immaginare come un iceberg: la parte visibile sulla superficie del mare rappresenta la parte conscia, il ragionamento razionale, mentre la parte sommersa raffigura l’inconscio. Cercando la soluzione solo con la razionalità rimarremmo bloccati nei limiti del pensiero strutturato e delle conoscenza acquisite, ma cercando la soluzione al problema sfruttando l’intera superficie dell’iceberg si impiegano componenti emotive ed inconsce che generano l’intuizione. È qui che nasce l’intuizione, è qui che fiorisce la creatività.

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