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Dalle 2 alle 5

Autore Teto | 28 Dicembre 2007

Sono anni che la mia notte apre uno strano sipario dalle 2 alle 5.

Nel pieno del sonno e dei sogni giunge puntuale un invito. All’inizio facevo di tutto per non andare. Facevo finta di non sentire e restavo lì a dormire. Il letto, fino a quel momento complice ed alleato della mia stanchezza, cominciava a starmi stretto. Le coperte divenivano pesanti, tra le lenzuola sentivo migliaia di pieghe taglienti. Il cuscino era troppo caldo, insopportabile. I minuti sottratti al riposo mi mettevano in ansia. Come avrei fatto il giorno dopo se alle mie gambe fosse mancato il carburante necessario? Ma l’invito ad uscire dal sonno era pressante ed invadente. Devo dire che era allettante, un fluttuare di pensieri dai mille abiti. Uno spettacolo certamente ammaliante, ma non avevo tempo per queste cose. Il sonno ed il riposo prima di ogni cosa, prima di ogni battaglia. Provavo a resistere all’invito facendo finta di non vedere, di non sentire. L’invito divenne nel tempo più presente, tangibile. Cominciò a prendermi per mano. Talvolta provò a tirarmi letteralmente fuori dal letto. Ci riuscì, ma io non andai alla sua festa. Cercai un libro in cui nascondere la mia curiosità, l’insofferenza per quei momenti, il timore di non avere la giusta forza, resistenza e serenità per affrontare il mondo reale del giorno dopo. Ripresi anche a fumare in quei tentativi mal riusciti di recuperare padronanza di me. Il giorno dopo, le tre quattro ore di sonno sottratto alla mia notte erano una lama pronta a fendersi nei momenti più inaspettati.

Ho passato anni nel cercare un modo per affrontare l’invadenza delle feste dei miei pensieri. Ora che ho imparato ad ascoltare so di aver perso tante occasioni.

Ora per me, dalle 2 alle 5, la mia notte offre uno spettacolo a cui non intendo rinunciare. La mia battaglia ora è al contrario: cerco di non arrendermi al sonno. E così, quando l’invito arriva, io sono lì. Il mio letto è comodissimo, perfetta postazione per godere a pieno delle meraviglie che verranno. Il sipario si apre e cominciano a fiorire sempre nuove sceneggiature, nuovi attori, nuovi protagonisti. Scopro personaggi che nella vita reale mi sembravano così marginali ed insignificanti divenire invece la chiave della storia. Le persone che incontro tutti i giorni sono anche loro puntualmente lì. Forse anche loro hanno imparato ad accettare l’invito. Talvolta trovo persone che non mi aspetterei mai.

I colori non sono colori, la musica non è musica, i paesaggi non sono paesaggi. L’odore non è odore. Forme, suoni, immagini, profumi, sapori sono tutti lì piantati in una tavolozza fino a che non passa qualcuno capace di animarli. C’è sempre qualcuno di speciale in questi spettacoli. Qualcuno che ha una scia meravigliosa dietro sè, la scia di tutte le essenze possibilli di tutte le tavolozze possibili. E’ con lei che faccio l’amore stanotte. In mille modi faremo l’amore. C’è solo lei stanotte. Ora sono io che chiudo il sipario. Le chiedo di restare con me, sul mio palcoscenico senza spettatori fuori e con tutto il mondo dentro. Da qui si può tutto. Io e te possiamo tutto. Posso dirti ciò che la mia anima ti direbbe ogni istante. Posso toccarti come mai potrei nel giorno. Il tuo odore non ha confini. Sei il mio paesaggio ed io il tuo. Siamo la nostra musica. Per una notte d’amore.

Per una notte d’amore così starei sveglio per anni. La stanchezza e la tensione del giorno dopo ora lasciano il posto ad un tepore, ad uno stordimento che mi aiuta a restare ancora un po’ lì, nel sapore della notte appena trascorsa. E trovo nuove energie.

Dalle 2 alle 5, ogni notte ricevo un invito da una persona speciale. Ha il mio stesso nome, la mia età, le mie stesse sembianze. Ma ha qualcosa di straordinaramente diverso ed io lo voglio ascoltare. Accoglierò i suoi inviti perchè sono viaggi in un me che continua a stupirmi.

Quanto poco tempo passo com me stesso. Zero. Zero spaccato se non fosse per queste straordinarie ore dalle 2 alle 5.

Mi metto lì ed osservo stupito i miei pensieri bizzarri. Li ascolto, li assecondo. Con loro ce ne andiamo in giro ad incontrare la gente che amiamo, i nostri nemici. Stuzzichiamo e risvegliamo i nostri desideri. Non ci spaventa alzare una pietra lasciata lì anni fa. Non temiamo di dire “ti voglio bene”. Ce ne andiamo in giro con quella tavolozza e creiamo nuovi mondi, nuove idee, nuovi progetti. Poi, come al solito, mi porta da te. Aspetto quel momento per tutto il giorno. Per tutta la notte.

Ho imparato a sognare. Porto con me nella vita reale la tavolozza con maggior disinvoltura. Quante soluzioni, quante parole, quanti sguardi ho dipinto davvero con quella tavolozza. Grazie agli incontri straordinari dalle 2 alle 5.

E tu? Tu cosa fai stanotte dalle 2 alle 5?

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Categoria: Articoli | 2 Commenti »

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2 Risposte a: “Dalle 2 alle 5”

  1. io scrive:
    15 Febbraio 2008 ore 12:27

    E’ lo stesso sipario che si apre a me spesso a occhi aperti,e danzo tra i sogni non scoprendo mai me stesso.Solo loro sanno chi io sia,sì i miei sogni racchiudono me stesso.E la vita è un grande palcoscenico,siamo qui per esibirci,quel sipario è sempre aperto,di giorno,di notte,siamo maschere confuse che non trovano un senso se non soltanto nei piccoli piaceri effimeri.Nè successi,nè cadute,nè poveri,nè ricchi,nè grandi nè piccoli,qual è la differenza?La fine è sempre la stessa.Viviamo ciò che siamo senza capirlo ma andiamo avanti perchè tutto ciò è un grande dono o forse ci illudiamo tutti che lo sia.
    Apprezzo le tue parole.

  2. admin scrive:
    15 Febbraio 2008 ore 19:49

    Affascinante estensione di un pensiero… Nei luoghi che ci hai fatto conoscere con le tue parole si respira amore e fantasia. Si gioisce con sottile ironia. C’è un ombra che aleggia, ma sembra destinata a lasciarsi vincere dalla luce della vita.
    Apprezzo le tue parole anch’io.
    s

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